Nazionalismi ed Europee, Cacciari: “In gioco la democrazia”

Nazionalismi ed Europee, Cacciari: “In gioco la democrazia”

8 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Nazionalismi, elezioni europee. Europa a un bivio. Il filosofo e accademico Massimo Cacciari, già sindaco di Venezia, ne ha parlato diffusamente. Anche perché l’appuntamento elettorale per eleggere  il nuovo Parlamento europeo è dietro l’angolo, vale a dire in primavera. E il Vecchio Continente si trova a veder i partiti tradizionali dietro e quelli nuovi, i populisti con rigurgiti neofascisti e neonazisti sempre più pimpanti.

“Le prossime elezioni europee sono politicamente e culturalmente le più importanti che mai abbiamo avuto. L’Europa è stata un’eterna lotta di forze contrastanti e quindi nulla di nuovo sotto il sole. Oggi stiamo vivendo esattamente una di queste grandi trasformazioni, di queste grandi lotte. Dobbiamo affrontarla con intelligenza: non c’è terza via. O siamo all’altezza o saremo spazzati via”. L’Europa di oggi non è più un’entità che si sono spartite Urss e Usa: “E’ finita per sempre, restaurarla è impossibile. Non si può tornare a prima del 1989”.

La crescita delle destre, per Cacciari, ha più motivazioni: “Radicale perdita di peso economico, culturale e politico di quello che generazioni fa chiamavamo movimento operaio e che era la base di tutte le socialdemocrazie; la crescente perdita di peso politico e di potere d’acquisto da parte di vastissimi settori di ceto medio, di lavoro dipendente, di terziario privato e pubblico; lo sviluppo di una rete vastissima di lavori apparentemente autonomi ma che di autonomo non hanno in realtà nulla. Anzi, sono ancora più dipendenti di quanto lo era un operaio alla catena”. Sono mancati i sindacati: “Non hanno saputo rappresentare politicamente coloro che venivano colpiti da queste trasformazioni e da intollerabili diseguaglianze che il processo di liberismo scatenato dall’ultimo trentennio ha comportato e comporta ancora. Dal blaterare di società liquida agli attuali populismi c’è un passo”.

Al giorno d’oggi “il popolo è un’entità astratta, non esiste il popolo come entità. Non esiste, e non esistono neanche le classi di una volta”. Batte spesso su questo tasto, Cacciari: le classi sociali che non esistono più come eravamo abituati a conoscerle. “Siamo nel pieno di una crisi dell’idea stessa di democrazia rappresentativa. È in gioco la democrazia. Non servirà nessuna affannosa rincorsa a chi sta perseguendo scientemente altre strade, per arrestare la deriva delle nazioni europee verso nazionalismi, prologo di di forme di democrazia autoritaria. Ci deve essere un piano B di riforma profonda dell’Europa e che riguarda le forze non nazionalista dei Paesi fondatori, più Spagna e Portogallo. Le forze non nazionaliste che vogliono cercare di non perdere le prossime elezioni europee dovrebbero essere unite sulla necessità di un nuovo inizio dell’Europa”.

Il disastro, però, è dietro l’angolo: “Una forte affermazione di nazionalisti e sovranisti, che rendono impossibile un compromesso, una coalizione tra le forze che credono a un destino europeo del Continente. La storia insegna inesorabilmente che le forze moderate di centro, se le forze nazionaliste e sovraniste prevalgono, precipitano in seno alla destra. L’impero austro-ungarico è già in marcia, la Baviera pure e quando questa mitteleuropa muoverà contro Berlino per l’Europa sarà la fine. Cerchiamo di evitarlo”.

La missione è dunque una, per Cacciari: “Un’idea da contrapporre all’altra regressiva del ‘rimaniamo padroni a casa nostra’. Cerchiamo di essere ciò che non siamo mai stati, ma che era la promessa dei nostri fondatori: un grande spazio culturalmente e politicamente unito, ma all’interno del quale il potere è articolato, suddiviso”.