Niente mini, siamo novaresi. E che ci importa del crollo demografico

di Alessandro Pignatelli –

Oggi vi parlo di Novara, ‘ridente’ città del Piemonte, ma che molto prende dalla Lombardia. Insomma, una città del Nord, di circa 100 mila abitanti. Come leggerete in un’altra parte del giornale, sta facendo discutere e molto il Regolamento che vieta di vestirsi in un certo modo per non urtare la sensibilità dei cittadini. Già, più centimetri di pelle lasci scoperti, più rischi di non avere soldi per acquistare vestiti nuovi (più lunghi). Il motivo? I vigili potrebbero multarti perché sei in minigonna o perché porti i jeans strappati sulle ginocchia come la moda impone.

Diciamolo subito: il Regolamento vale per uomini e donne. Ma, a meno che non arrivino turisti scozzesi in kilt, sono soprattutto le ragazze le più penalizzate. Perché dovranno fare attenzione pure agli short. E alle scollature, naturalmente. Non solo se andranno in chiesa o a teatro, ma pure se passeggeranno per il centro. Potrebbe sbucare da un momento all’altro un vigile urbano con metro e paletta. Il primo per misurare i centimetri scoperti, la seconda per fermarti e comminarti l’infrazione. Sì, vero, il Sindaco leghista ha detto che ovviamente sarà il buon senso a guidare la polizia municipale. Ma il regolamento pare fatto con i piedi, raffazzonato: no alle bici attaccate con la catena ai pali, no a gruppi di persone fuori dai locali, no ad alcolici se non dentro i bar. Ci sono tanti ‘no’ che il primo cittadino novarese rischia di diventare il Signor No. O il Signor Censura.

È l’articolo 11 quello incriminato. Ed è dedicato alla sicurezza. Sì, perché una donna scollata o in mini è davvero un attentato alla sicurezza. E non parliamo di una donna che ha un bel vestitino un po’ corto, seduta su una panchina, con un bicchiere di plastica e all’interno della birra. Sta conversando amabilmente con un’amica, quando sbuca il solito vigile con il fischietto. Alla Alberto Sordi. Chiede i documenti e poi notifica ben due contravvenzioni insieme. Comune senso del pudore, attentato alla sicurezza: Novara ha fatto un bel balzo indietro nel passato remoto. Insomma, le donne poco vestite non possono lamentarsi se poi subiscono violenze, attentando dunque alla sicurezza della nebbiosa Novara. Voleva mica dire questo, il Sindaco? Speriamo di no. Sarebbe davvero triste.

Voi direte: e tutto questo con il Centro che c’azzecca? Che già normalmente le ragazze del nord sono considerate più fredde, se poi le obbligate pure a camminare vestite come suore (senza offesa per le religiose), non lamentatevi del crollo demografico che colpisce più di tutti proprio il Nord e poi anche Centro e Sud, ma in misura minore. Al momento, qui la Lega ha preso voti e consensi, ma ancora non è arrivata a fare ordinanze o regolamenti anti-mini.

Un grande del Centro, Gino Bartali, leggendo il Regolamento novarese direbbe: “L’è tutto da rifare”. Assolutamente. A meno che il buon Sindaco non abbia voluto fare un’opera meritoria nei confronti dei suoi cittadini: più siete vestiti, meno verrete attaccati dalle zanzare. Che da queste parti sono fameliche e ti pizzicano pure quando hai i jeans. Pensate se li portate ad altezza coscia… In questo caso, un bell’applauso al primo cittadino. Ma si armi prima dell’estate prossima. Non di porte blindate per salvarsi dalle marce contro la censura, ma di zanzariere.

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