Novara contro le minigonne, Paladini (Pd): “Regolamento pieno di sciocchezze”

Novara contro le minigonne, Paladini (Pd): “Regolamento pieno di sciocchezze”

8 novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Novara città contro le minigonne, ma non solo. Novara città contro le bici legate ai pali, gli assembramenti fuori dai locali non autorizzati, gli alcolici fuori dai dehor. Il Regolamento approvato dalla maggioranza Lega – Forza Italia – Fratelli d’Italia fa discutere. E tanto. In particolare il primo punto.

Sara Paladini, la consigliera ‘pasionaria’ del Pd, è una delle più strenue oppositrici del Regolamento. E ci spiega anche il perché: “Non è la prima volta che Novara sale agli onori della cronaca per sciocchezze. Oggi parliamo della lunghezza di una gonna quando sarebbe molto meglio poter raccontare Novara per la lunghezza della cupola di San Gaudenzio, la più alta in muratura d’Europa”.

Il regolamento si compone di più di 70 articoli. L’11 riguarda la ‘sicurezza urbana’ e dice: “È vietato vestirsi in modo tale da risultare contro il comune senso del pudore”. “Che cos’è il comune senso del pudore oggi? È qualcosa di oggettivo, non è come nel 1929 quando poteva avere un senso ed era più stringente. Ho chiesto in Consiglio se valesse anche per i jeans strappati o per quelli che fanno vedere l’elastico delle mutande, ma non mi è stato risposto. Il clima non era il massimo. Per fare il regolamento, non hanno sentito neanche le associazioni di categoria”.

Bizzarra anche l’idea che vada contro il decoro urbano legare le bici ai pali: “Prima di tutto, rischi che te la rubino. E poi, non ci sono gli stalli dappertutto, e allora dove la metti? Se prendi la bicicletta, ti deve portare in loco, non è che la puoi parcheggiare a chilometri. Il vigile poi cosa dovrebbe fare? Armarsi di sega e trinciare i lucchetti?”. Sara Paladini è preoccupata, non tanto per i centimetri in più o in meno di pelle che si potrebbero vedere in una donna o in un uomo: “Il sindaco ha detto che per ora probabilmente non ci saranno multe. Ma intanto il regolamento è stato fatto e se il prossimo primo cittadino fosse più bigotto di questo e volesse applicarlo alla lettera?”.

Qualcuno si immagina il vigile che pedina la donna con la mini per misurare la lunghezza ed eventualmente multarla. “La moda oggi propone certi standard, dai jeans strappati a quelli a vita bassa. Il Sindaco si giustifica dicendo che c’è gente che gira nuda. Ma quelli sono maniaci e bisogna intervenire subito. E non solo a Novara, ma in qualsiasi altra città. Insomma, nessuno deve abbassarsi il pantalone in un parco, ma non è una cosa che accade all’ordine del giorno in tutta la città”.

Quasi divertita, la consigliera Dem precisa: “Prima c’era pure un articolo che vietava il pic-nic al parco. Grazie a un nostro emendamento, è stato tolto”. E ancora: “Possibile che io non possa bere un birra ghiacciata, magari alle 5 di pomeriggio, passeggiando per la città? Tra un po’, non potremo più leccare neanche il cono gelato”. Per colpirne uno, si  cerca di educarne cento? “Si spara nel mucchio. Per controllare la movida, ci vorrebbero 200 vigili, tutti forniti di materiale adatto a staccare le bici dai pali e a controllare chi beve e chi no fuori da un locale”.

Nel regolamento c’è pure un articolo che vieta ai camper di fermarsi sulla strada: “E i parcheggi non ci sono. Se io voglio visitare Novara e poi ripartire, che faccio?”. E gli assembramenti? “Verranno multati pure i gruppi di turisti giapponesi davanti ai monumenti, a questo punto”. In Consiglio, al momento del voto del regolamento, in modo misterioso il Movimento 5 Stelle si è astenuto: “Forse non avevano letto, non avevano capito, forse perché sono al Governo con la Lega. Hanno fatto un comunicato stampa successivamente dicendo che, seppur astenuti, sono contrari. Ma che senso ha?”.

Torniamo un secondo all’articolo 11, vale per uomini e donne, ma è chiaro che appare sessista: “Sì perché si vogliono colpire in particolare le donne. Se io vado in giro in minigonna, che problema c’è per la sicurezza? È come se dicessero che poi se mi succede qualcosa, me la sono cercata. Ma allora vanno tolte anche le pubblicità in cui donne seminude mostrano chiaramente alcune loro parti anatomiche: Distraggono gli automobilisti, lo dice chiaramente la scienza. Noi abbiamo presentato una mozione in merito”. E in questo caso, distraendosi al volante, ne va sì della sicurezza. Tutto il resto, e siamo nel 2018, appare censura fuori tempo e tempi. Maschilista, per giunta, anche se nessuno lo ammetterà nella maggioranza novarese.