Se anche la cultura crolla

Se anche la cultura crolla

8 novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Ogni casa che crolla ha un valore. In primis per coloro che le abitano, poiché casa non è altro che rifugio, famiglia, intimo. Ci sono case poi che nel tempo sono diventate un simbolo per tanti. Dovrebbero essere curate, ma sfortunatamente, ci si preoccupa di loro quando crollano. ‘Case della cultura’ artistica, scientifica, storica e letteraria sono rimaste vittima in maniera esponenziale delle calamità naturali.

Ultimo fattaccio in questi giorni: in Sicilia è crollata la parte centrale della casa di campagna della famiglia Fragapane – Camilleri, la casa dei nonni materni del famoso scrittore. Uno può dire, magari giustamente, ‘chi se ne frega’. Posso capirlo, poiché nelle situazioni di emergenza è fondamentale e di importanza primaria occuparsi degli sfollati. La cosa su cui mi fa riflettere però questo crollo è il fatto che si sarebbe potuto salvare, come molte altre infrastrutture italiane.

La casa di cui stiamo parlando è un luogo simbolo di quella strada degli scrittori che unisce la terra di Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. La casa di campagna luogo dei “pellegrinaggi estivi” della gioventù di Camilleri, raccontati più volte in più testi ed interviste, doveva diventare la sede della fondazione Camilleri di cui ne fanno parte, oltre che la stessa famiglia dello scrittore, anche la casa editrice Sellerio ed il comune di Porto Empedocle. Alcuni anni fa l’amministrazione Firetto aveva pensato di fare adottare dall’Enel il fabbricato facendolo restaurare come compensazione delle opere per il rigassificatore, poi però l’infrastruttura legata al gas è rimasta solo sulla carta e con esso il restauro del luogo letterario. Il Comune aveva pensato ad un bando di sponsorizzazione aperto a privati, ma il maltempo ha fatto prima e non si esclude ora che possa essere demolita interamente.

Fondamentalmente un altro esempio di pessimo tempismo, promesse non mantenute, patrimoni culturali persi e che scomparendo portano via ciò che di tangibile i grandi della letteratura, dell’architettura e di tutte le arti hanno lasciato passando sulle nostre strade trafficate, quando non crollano o cedono.