Bari: malato di cuore, a 48 giorni abbandonato dalla madre in ospedale

Gara di solidarietà per prendersi cura di un bambino di 48 giorni, abbandonato dalla madre all’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari. Il piccolo era ricoverato da pochi giorni per una malattia metabolica e problemi al cuore, entrambe diagnosticate alla nascita. Da quando della mamma si è persa ogni traccia, infermieri e medici fanno anche i doppi turni pur di non lasciare solo il bambino, poi ci sono i volontari che si sono mossi per garantirgli abiti, pannolini e l’occorrente. Insomma, lo sfortunato bimbo, di nazionalità romena, è stato praticamente adottato dal nosocomio pugliese.

Il piccolo sarebbe nato a Taranto il 24 settembre scorso e trasferito pochi giorni dopo a Bari. Gli è sono state diagnosticate la leucinosi e un problema cardiaco. Quindi, è avvenuto il trasferimento nel reparto di Malattie metaboliche del ‘Giovanni XXIII’. La mamma è rimasta con il figlio fino a pochi giorni fa, poi è sparita. Il caso è stato segnalato alle Autorità, alle forze dell’ordine, ai servizi sociali e al Tribunale dei minori.

La dirigenza dell’ospedale ha contattato l’associazione ‘Seconda Mamma’ di Bari, la prima a mettere a disposizione del degente il kit da neonato. Silvia Russo Frattasi, presidente dell’associazione, fa sapere: “Per ora la situazione è sotto controllo, non ci serve altro. Non recatevi in ospedale a portare indumenti perché non è possibile accedere in reparto. Se dovesse servire altro, saremo noi a comunicarlo”.

Quello dei bambini abbandonati dai genitori è purtroppo un fenomeno di rilievo in Italia. Ogni anno, sono 30 mediamente. Spesso la mamma è straniera, come nel caso di Bari. Il motivo principale dell’abbandono è quello economico. Secondo uno studio della Società italiana di neonatologia, le mamme che abbandonano hanno tra i 20 e i 40 anni, le minorenni rappresentano il 6%. In ospedale, sono 400 circa gli abbandoni in Italia ogni anno. In Italia, esistono tuttora le cosiddette ‘culle della vita’, dove mettere la creatura che non si vuole più. Nate da un progetto pilota del Policlinico ‘Calino’ di Roma, sono presenti a Varese, Milano e Firenze. Sono una cinquantina in tutto il Paese, secondo i numeri forniti dal Movimento per la Vita. Giova ricordare, inoltre, che in Italia esiste il reato di abbandono del proprio figlio. Una madre che si comporta in questo modo, può essere ricercata e processata. Da diverse parti si chiede l’abolizione di questo reato e che riprendano le adozioni, spesso bloccate o ritardate a causa della burocrazia e del lungo iter.

di Alessandro Pignatelli

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