Alessandro De Concini: Come si impara ad imparare?

di Deborah Villarboito –

Facendo qualche ricerca mi è capitato di imbattermi sulla pagina Facebook di Alessandro De Concini. Trovando curiosi e interessanti i video di questo trentenne di Padova ho deciso di scoprire di più su di lui e sul suo lavoro.

Chi è Alessandro De Concini?
In sostanza sono uno specialista del metodo di studio. Insegno alle persone a studiare a qualunque livello, dal ragazzino delle scuole superiori al professionista che deve imparare una lingua straniera, imparare un software, passando ovviamente per l’universitario. Il mio lavoro è quello di ottimizzare il modo in cui le persone imparano e studiano. A questo affianco la divulgazione online sui temi dell’apprendimento e sulla cultura, oppure sulla produttività, le abitudini, sul ragionamento critico. Insomma, a fianco alla mia attività di insegnante e formatore vera e propria, c’è questa passione per la divulgazione che mi ha portato sui social. Sono contrario al tipo di formazione che nasconde le informazioni. Credo che nel 2018 con internet il valore di un insegnante non stia in quello che dice, ma in come lo dice, come lo organizza e sa portare il suo cliente poi al risultato.

Come è nato l’interesse per l’apprendimento?
Quando ero uno studente sono rimasto affascinato da alcune pretese e promesse di alcuni corsi di formazione sulla memoria e cose così. Mi ero appassionato al tema e li ho seguiti. Li ho messi in pratica e mi sono accorto sulla mia pelle che alcune di queste metodologie, erano anche valide, ma c’era anche molta pseudoscienza, molte promesse che non avevano senso, come leggere migliaia di pagine in poche ore. Allora ho iniziato una ricerca sul fatto se esistessero davvero dei metodi per studiare in maniera più efficace. Ho approfondito il discorso inserendo nel mio percorso universitario corsi sulla psicologia, psicologia cognitiva, neuroscienze e queste cose qui, con una bibliografia scientifica su come davvero funzioni il metodo di apprendimento. Così ho scoperto che ci sono dei metodi di studio e dei modi per modificarli. Ho incominciato a studiarli.

Quando hai deciso di insegnare?
Studiavo e intanto davo ripetizioni. Una volta mi è capitato un ragazzino con sette materie insufficienti a due mesi dalla fine dell’anno scolastico e che voleva migliorare gli orali di italiano. Al che ho pensato, visto che aveva più bisogno di un miracolo che di recuperare una sola materia, perché non spiegargli le cose che sto imparando sul metodo di studio nel mio tempo libero? Proviamo a cambiare il suo metodo di studio. Sono riuscito a farlo uscire senza debiti. Questo mi ha acceso una lampadina. Ho iniziato a spiegarlo agli amici e via via fino a quando non ho capito che volevo fare l’insegnante e il formatore, questo dal 2013. Prima era solo una passione, una cosa che facevo solo nei ritagli di tempo. Ma introno alla fine del 2012 mi è venuto in mento che avrei potuto farlo di mestiere. È stato un processo molto lungo, in cui continuo ad aggiornare il mio metodo, cercando di capire che cosa funzionasse e che cosa no. Negli ultimi due anni mi è venuto il pallino di internet, da cui ora arriva il 90% del mio lavoro.

Chi si rivolge a te?
Il 50% sono universitari perché vivono un momento di passaggio tra le superiori e l’università e il metodo che aveva acquisito non basta più. L’altra metà si divide equamente tra studenti più giovani delle superiori, io generalmente, non tratto molto studenti più piccoli, e professionisti alle prese con aggiornamenti professionali, che vogliono imparare lingue straniere, nuovi software, passare concorsi. Questa fetta si sta allargando sempre di più negli ultimi anni, perché il lavoro sta diventando un continuo aggiornamento.

Quali sono le difficoltà che incontri di più?
Le difficoltà del metodo di studio sono quasi sempre le stesse perchè arrivano dal fatto che nel nostro percorso scolastico, non c’è un insegnamento sistematico del metodo. Una delle più profonde è quella della difficoltà della lettura, persone che leggono senza riuscire ad andare in profondità, comprendere, ricordare quello che leggono. Che non sanno affrontare un libro, soprattutto se questo si fa complicato e lungo. La seconda più diffusa è la difficoltà di organizzazione: gli studenti che studiano a caso, non sanno come fare. Il leggi e ripeti è un altro problema che le persone hanno come modo classico di studiare.

Quali sono i tuoi consigli?
In primo luogo effettuare uno studio attivo. In qualunque fase del metodo di studio, dalla lettura, alla schematizzazione, alla presa degli appunti, bisogna produrre qualcosa, fare qualcosa. Essere noi i protagonisti e quindi non essere passivi di fronte a un test o un professore. Non bisogna diventare dei contenitori da riempire, ma bisogna sempre rielaborare le informazioni. Secondo, bisogna essere organizzati. Terzo il testing: mettersi alla prova facendo dei test su quello che si sa. Infine, ricercare la difficoltà desiderabile, lo sforzo che fa sì che la mente possa raggiungere il suo vero potenziale.

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