I numeri della violenza: quando le cifre nascondono l’inferno

di Fabiana Bianchi –

Tradurre la violenza sulle donne in numeri: si può fare, ovviamente. Tutto può parlare il linguaggio della statistica. È giusto farlo, è utile, perché senza avere un panorama statistico, si può solo agire di pancia. Ma non va mai scordato che i numeri sono solo una rappresentazione, una rappresentazione sintetizzata delle storie. Dietro i numeri ci sono le persone, che non vanno mai dimenticate.

Nei numeri sulla violenza delle donne, purtroppo, rientrano anche persone che ora non ci sono più. Quante sono le donne vittime di violenza in Italia? Analizziamo innanzitutto gli omicidi. Nei primi sei mesi del 2018, sono stati 125. In 48 casi, a uccidere è stato il partner. In 7, l’ex partner. Negli altri 70, un familiare. Sappiamo bene, purtroppo, che questi numeri vanno integrati con la seconda parte dell’anno, in cui le cronache ci hanno raccontato di moltissimi casi. Uno degli ultimi riguarda la donna di 32 anni rimasta uccisa nel rogo della sua casa, appiccato dal convivente, che se n’è andata dopo circa venti lunghissime ore di agonia. Pochi giorni prima, una ragazza di soli 23 anni è stata uccisa a colpi di pistola in strada dall’ex compagno. Sempre a ottobre, una donna è stata uccisa dal suo personal trainer. A fine settembre c’è stato il caso che ha visto vittima una donna affetta da depressione, uccisa dal marito. Nello stesso periodo, una donna è stata uccisa dall’ex della figlia.

Pochi giorni prima, una 34enne era stata uccisa dal marito a coltellate. A grandi linee, se ne possono individuare ancora altri cinque. Almeno undici in tutto, dunque, nel periodo fra agosto e questa metà di novembre. L’anno scorso sono state 114 le vittime. Nel 2016, anno al centro di un importante di lavoro di ricerca da parte dell’Istat, gli omicidi volontari di donne sono stati 149. Grazie al certosino lavoro degli statistici, sappiamo che per gli omicidi di donne, nella maggior parte dei casi, è proprio il partner a uccidere. Per quanto riguarda invece gli omicidi con vittime uomini, la maggior parte vede come assassino una persona sconosciuta alla vittima. «Le donne sono uccise soprattutto nell’ambito familiare o da conoscenti – concludono dall’Istituto statistico –  Nel 2016, nella metà dei casi l’omicidio di una donna è stato commesso dal partner o dall’ex partner (51,0%), nel 22,1% dei casi da parte di un parente, nel 6,0% dei casi da un conoscente. Gli sconosciuti sono invece il 14,1% e per un residuo 6,7% gli omicidi di donne risultano ancora di autore non identificato. Invece, nello stesso anno, solo il 2,8% dei maschi è stato ucciso dal partner o dall’ex partner, il 13,1% da un altro parente e l’8,0% da un conoscente. Questo significa che per gli uomini in meno di un quarto dei casi (23,9%) vittima e autore si conoscevano prima dell’omicidio: sono infatti alte le quote degli omicidi di uomini commessi sia da un autore sconosciuto alla vittima (38,6%) sia da parte di un autore non identificato (37,5%)». Cosa ci dicono questi dati, dunque? «Questi dati confermano ciò che era già ampiamente noto:  per le donne l’ambito familiare è il meno sicuro. Negli ultimi dieci anni (Grafico 4), gli omicidi di donne ad opera del partner (marito, convivente, fidanzato) o dell’ex partner variano tra un minimo del 39,0% nel 2010 al quasi 55,0% nel 2014».

Questo solo per quanto riguarda gli omicidi. Ma esistono altre forme di violenza che, seppure non tolgano la vita, lasciano un segno profondo in chi le subisce. E i dati non sono sempre di facile lettura. Per esempio, risulta nettamente in calo, negli ultimi anni, il numero di denunce per stalking.

È difficile però sapere se effettivamente i reati di questo tipo siano calati o se, al contrario, le persone abbiano paura di denunciare. L’Istat ha raccolto i dati sulle denunce presentate nel 2016 per percosse, atti persecutori e violenza sessuale. «Le percosse denunciate sono state 13.819 nel 2016, in calo del 9,4 per cento rispetto all’anno precedente – illustrano gli statistici – La percentuale di donne vittime di percosse (45,2 per cento) è leggermente inferiore a quella degli uomini, ma il rapporto di genere ha tutt’altra consistenza se si sposta l’ottica sugli autori di tale delitto: si tratta infatti di maschi nel 77 per cento dei casi». Passiamo all’analisi dei casi di stalking: «Le vittime che hanno denunciato sono molto più spesso donne, invece, nel caso dello stalking: costituiscono infatti il 73,6 per cento del totale» spiegano dall’Istat. Un caso critico è rappresentato dalla violenze sessuali: «Ciò vale in misura ancora maggiore, com’è noto, nel caso delle violenze sessuali, in cui le donne sono la quasi totalità delle vittime (88,7 per cento nell’anno 2016) – è il commento dell’Istituto – Sono state denunciate, nell’anno 2016, 4.046 violenze sessuali, in leggero aumento (+1,2 per cento) rispetto all’anno precedente. Occorre però considerare che alle violenze sessuali è associata una scarsissima propensione alla denuncia, considerazione che rende i dati desunti dalle denunce presentate dalle vittime alle Forze di polizia poco adatti a fornire una stima quantitativa del fenomeno».

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