La polvere sui libri – “L’ombra dello scorpione” di Stephen King

15 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Uno starnuto, qualche colpo di tosse, il naso chiuso. Nella maggior parte dei casi, non sono sintomi particolarmente allarmanti. In questo romanzo post-apocalittico di Stephen King, invece, rappresentano i prodromi della fine del mondo. Considerato una delle migliori opere del Re, “L’ombra dello scorpione” è stato pubblicato nel 1978 con il titolo “The stand”. In seguito, nel 1990, è stata data alle stampe una versione integrale e parzialmente riadattata.

Il romanzo si incentra sulla creazione in laboratorio, da parte di istituzioni militari, del virus di una “super-influenza”. Per una serie di errori, il virus si diffonde al di fuori. Creata per avere un altissimo tasso di infettività e una mortalità assoluta, la super-influenza arriverà molto vicina a sterminare l’umanità. L’ambientazione del romanzo è negli Stati Uniti e proprio qui i pochissimi sopravvissuti dovranno cercare di ricostruire qualcosa di simile a una società. Grazie soprattutto ad alcuni fenomeni soprannaturali, come i sogni premonitori, i superstiti si trovano a dovere scegliere fra il bene e il male. In Nebraska c’è un’anziana donna di 108 anni, Mother Abigail, profondamente religiosa, che sembra emanare un’aura di benevolenza. A Las Vegas, invece, ha trovato casa quella che sembra una creatura molto più oscura: Randall Flagg appare come un uomo, ma sono in molti a temere che abbia una natura demoniaca. Così, da varie parti degli Stati Uniti, ognuno con la sua storia e le sue speranze, i sopravvissuti si mettono in viaggio. Stuart Redman, taciturno operaio di un paesino del Texas, Larry Underwood, meteora della scena rock che deve ancora fare pace con le sue debolezze, la studentessa Fran Goldsmith, che ha appena attraversato una crisi familiare, e molti altri si dirigono verso la cascina di Mother Abigail. “Quello delle pattumiere”, piromane vittima di bullismo ed ex internato in manicomio, Lloyd Henreid, detenuto che ha rischiato di morire di fame, la giovane e maligna Julie Lawry e altri affrontano invece il deserto per raggiungere Randall Flagg fra i casinò abbandonati di Las Vegas. L’Uomo Nero, infatti, come viene chiamato talvolta, sa come chiamare a sé coloro che si sono perduti, che non hanno trovato nessun altro nel momento del bisogno, che non hanno conosciuto affetto. Stephen King, con la sua magistrale regia narrativa, ritrae a tutto tondo ogni personaggio, rendendolo vivo, senza paura di indagare le sue debolezze. Prima ancora di arrivare allo scontro finale fra le due società, sarà chiaro al lettore che il bene e il male non sono come il bianco e il nero, ma si mischiano e si differenziano in una lunghissima scala di grigi.

“L’ombra dello scorpione”, a dispetto della mole, è un romanzo che si presenta scorrevole e si lascia divorare anche dai lettori più esigenti. Va letto però al momento giusto, con il necessario trasporto e senza lunghe interruzioni per permettere al lettore di calarsi appieno in quel mondo quasi vuoto del “post-influenza”. Caldamente consigliato, soprattutto nella sua versione integrale.