Le Beduine del Negev: l’emancipazione passa dal ricamo

di Antonella Lenge –

Il deserto del Negev occupa quasi il 60% dello Stato di Israele ed è patria di quella romantica immagine in cui trovano posto cammelli, tende e donne avvolte in abiti ricamati.

La maggior parte dei 177000 beduini vivono in territori non riconosciuti dal Governo israeliano e le loro storie, quelle che narrano di donne sottomesse e di diritti non rispettati, raramente arrivano ai nostri media.

È servita una chiacchierata con Jessica De Souza, ex-Project Assistant alla Sidreh di Lakia a far luce sulla situazione femminile delle beduine del Negev, sicuramente figlia di una società che, oltre a essere poligama, è anche molto patriarcale.

Le donne sono le responsabili della completa gestione familiare: devono occuparsi della cucina ma anche dell’agricoltura e dell’allevamento, senza tralasciare le attività tessili e, ovviamente, la trasmissione delle tradizioni tribali e l’educazione religiosa ai figli.

E quando la donna si sposta dal deserto alla città, l’isolamento può solo peggiorare: i suoi compiti vengono limitati alle quattro mura domestiche e le sue opportunità di vita sociale svaniscono.

La differenza tra la violenza sulle donne che sempre più spesso denunciamo in Europa e quella di cui soffrono le donne beduine risiede tutta nella cultura: in un mondo in cui la donna è solo una rappresentante della tribù e non un individuo, è lecito pensare che lei debba sottostare a tutto e che colui che deve comandare è l’uomo. Se la donna in qualche modo disonora la famiglia, questa ha tutto il diritto di ucciderla; i mariti possono decidere di votare a loro nome e la violenza è sempre giustificabile.

In un’ottica tesa ad aprire gli orizzonti mentali delle donne, sensibilizzare sulla loro condizione e far sviluppare una certa sicurezza in se stesse, è brillante il lavoro svolto dall’Associazione Sidreh.

Negli Anni ’80 un gruppo di giovani donne della città di Lakia, nella parte settentrionale del Negev, hanno creato il Desert Embroidery Project che è diventato poi il progetto portante di un’Associazione che, basata sulle loro tradizionali capacità di ricamo, è nata organizzando campi estivi per bambini e insegnando alle donne a leggere e scrivere per poi evolversi nella prima Organizzazione no-profit per le donne Beduine: l’Associazione Sidreh, in Lakia.

Le donne ricamano una varietà di articoli decorativi (borse, federe, tappeti, ecc…) che poi vengono venduti al Visitor Center Store in Lakia oppure online. Le donne coinvolte in questo progetto hanno raggiunto un’autostima e un rispetto da parte delle famiglie per il loro contributo economico.

Oltre ad attività pratiche, l’Associazione organizza periodicamente viaggi e conferenze che servono alle donne per fare vita sociale, confrontarsi e riflettere sempre di più sul loro valore: si parla di EMPOWERMENT e il grande traguardo di questo Progetto è portare all’emancipazione mantenendo le loro origini, le loro tradizioni.

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