Marisilvia Spolato e il coraggio dimenticato

di Deborah Villarboito –

Ogni rivoluzione ha i suoi martiri ed eroi. Qualcuno che ha sacrificato la vita per i suoi ideali, piuttosto che per la propria felicità. I funerali di Mariasilvia Spolato, l’ex docente universitaria che negli anni Settanta fece comming-out e perse tutto, finendo clochard, si svolgeranno domani, venerdì, 16 novembre, al cimitero di Bolzano.

È stato organizzato, in accordo con i parenti, da Azienda servizi sociali (Assb) in collaborazione con l’ufficio servizi funerari del Comune. Fa riflettere come siano cambiati i tempi, ma non troppo. Il dichiarare pubblicamente la propria omosessualità è un atto di coraggio, che sfortunatamente ha delle conseguenze, se parliamo di persone comuni, poiché il “viso noto” di turno quando si svela riceve applausi e viene elevato a simbolo. Persone come la Professoressa Spolato, no. Lei è stata la prima e per questo ha pagato. Attivista dei diritti LGBT, durante una manifestazione femminista a Roma, l’8 marzo del 1972 ha svelato al mondo il suo segreto.

Era nata nel 1935 a Padova, dove si era anche laureata in Matematica a pieni voti; poi si era poi trasferita a Milano per insegnare e aveva preso parte ai movimenti dei diritti civili del ’68. Divenne famosa in tutta Italia quando Panorama pubblicò una foto che la ritraeva alla manifestazione del 1972, mentre reggeva un cartello con scritto “Liberazione omosessuale”. Per questo fu licenziata dalla scuola, in quanto “indegna” per l’insegnamento, e rinnegata dalla famiglia.

Divenne una senzatetto, si spostò in varie città italiane e si fermò infine a Bolzano. Dopo una grave infezione a una gamba fu ricoverata nella casa di riposo Villa Armonia, dove ha passato gli ultimi anni della sua vita. Isolamento e povertà l’hanno resa un’emarginata, un rifiuto da dimenticare fino al 31 ottobre, quando se ne è andata. Come è possibile che sia successo? Con tutta questa rete che si sta formando per i diritti civili, possibile che la storia di Marisilva sia stata dimenticata anche da chi lotta tutti i giorni per lo stesso diritto? Dimenticata lei che è stata una dei La che hanno dato il via alla libertà, ancora oggi mutilata, di essere ciò che si è e si sente di essere. Anche se prima bisognerebbe essere umani.

 

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