Ogni lasciata è persa: sì, ma cosa?

di Alessandro Pignatelli –

‘Ogni lasciata è persa’: chissà quante volte avrete sentito questa frase. Ma dovete sapere che se tra Nord, Centro e Sud si usa piuttosto disinvoltamente questo modo di dire, i significati sono molto diversi. Partiamo dalla parte alta del tacco. Qui, ‘ogni lasciata è persa’ vale per il lavoro. Insomma, non puoi saltare un colloquio, non puoi stare a casa per malattia, non puoi perdere tempo con un inutile giorno di ferie. Il lavoro prima di tutto, diamine. E se proprio molli, sappi che dietro di te ce ne sono mille pronti a soffiarti posto, lavoro, professione, poltrona. Ecco perché ogni lasciata è persa. Perché poi non la ritrovi più.

Scendendo al Centro, se vi sentite rivolgere un’affermazione del genere, probabilmente è perché avete perso un’occasione. Di qualsiasi tipo. Pure la promozione al supermercato che scadeva proprio oggi. O magari la possibilità di andare a una festa che il mal di pancia vi ha negato. Non fa nulla se avete ‘scelto’ o siete stati ‘obbligati’ a rinunciare, ‘ogni lasciata è persa’. Comunque. Il risultato finale, come potrete facilmente intuire, è lo stesso: vi siete persi qualcosa di bello, di pazzesco, di utile, di irrinunciabile. E quindi, peggio per voi. Magari avrete altre occasioni, ma ‘quella’ in particolare no.

Arriviamo a sud di Roma, terra di uomini che non devono chiedere mai. Fascino mediterraneo, fama di conquistatori che arriva fino in Scandinavia e oltre. Ecco, qui, ‘ogni lasciata è persa’ si riferisce proprio alla ‘preda’ femminile. Una cena romantica con post-cena passionale – sessuale non si può perdere. Non ci sono motivi validi. Una serata in discoteca in cui presumibilmente si faranno faville. Una vacanza al villaggio turistico che pullula di straniere in cerca di avventure. ‘Ogni lasciata è persa’, cari miei. Pure qui. La bionda svedese non la rivedrete più, la mora e calda avventuriera di Salamanca chissà se mai tornerà.

Qui, per chiosare, ci vorrebbe un sociologo. Ma possiamo provare a fare da soli. Si va di priorità in priorità, probabilmente. Al Nord pensano che il lavoro venga sopra a tutto, anche ai rapporti interpersonali (beh, se poi ci scappa la notte a letto con l’ucraina non è che ci sputino sopra, ma verso le 2 assolutamente a nanna che alle 7 suona la sveglia per andare a laurà). Al Centro pensano che la vita ti offra periodicamente delle occasioni, da sfruttare, in ogni campo. Ma non sempre la stessa e dunque non puoi crogiolarti aspettando sempre quella nuova. Al Sud, mancando spesso il lavoro, preferiscono mettere in cima alle preferenze il divertimento, facendo appello a tutto lo charme (la virilità va, è meglio) di cui sono capaci. Chi sta meglio? Decidetelo voi.

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