Pensioni quota 100: Upb, rischio decurtazione assegno del 30%

di Alessandro Pignatelli –

Attenzione a optare la formula ‘pensione quota 100’. Potreste infatti ritrovarvi con il 30% in meno di assegno mensile. Non è un’ipotesi fantasiosa, ma ciò che ha detto Giuseppe Pisauro, presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), durante l’audizione sulla Manovra alla Camera dei Deputati. “L’introduzione della quota 100 per l’anticipo pensionistico potrebbe potenzialmente riguardare nel 2019 fino a 437 mila contribuenti attivi”. Ma se l’intera platea con i requisiti per farlo decidesse per questa uscita, “potrebbe esserci un aumento della spesa pensionistica lorda stimabile in quasi 13 miliardi nel 2019 e sostanzialmente stabile negli anni successivi”.

Chiarisce l’Upb: “Questa stima non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari motivi: dal tasso di sostituzione dei pensionati potenziali con nuovi lavoratovi attivi a valutazione di carattere soggettivo (salute, penosità del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, forme varie di penalizzazione”. Tecnicismi a parte, chi deciderà per quota 100, nel 2019, potrà vedere la pensione lorda scendere da un minimo del 5% (se l’anticipo è di un anno soltanto) a oltre il 30% (se parliamo di un anticipo di più di quattro anni).

La risposta all’Upb arriva da Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro: “Chi andrà in pensione con quota 100 non subirà tagli. Non ci saranno penalizzazioni. La nostra proposta non toglie nulla a chi andrà in pensione anticipatamente”. Però, “chi andrà in pensione con quota 100 avrà una rata pensionistica basata sugli effettivi anni di contributi e non anche sugli anni non lavorati”. I dati dell’Upb non sarebbero esatti, dunque: “Ribadisco che la spesa sarà circa la metà di quanto oggi ipotizzato dall’Upb, ma apprendiamo invece con interesse che l’ufficio parlamentare di bilancio misuri il 50% dell’effettivo tiraggio di quota 100”.

La polemica non è nuova. L’Ufficio parlamentare di bilancio critica la Manovra nel suo complesso dall’inizio: “Presenta incertezze insite sui conti”. Pisauro: “Il quadro della finanza pubblica non sconta incrementi della spesa per il personale che, se attuati, dovranno essere ricoperti o con altre spese o con aumenti di tassazione locale”. Anche capire quale sarà davvero il deficit resta un mistero: “Il Governo lo programma al 2,4%, la Commissione Ue al 2,9%, l’Upb al 2,6%”. Ma questo è un discorso che va ad affrontare altre parti della Legge di bilancio: “Le grandezze della finanza pubblica programmate dal governo appaiono soggette a rischi e incertezze”.

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