Reddito di cittadinanza: Crotone, ne beneficerà il 27,9%

di Alessandro Pignatelli –

Sarà paradossale per la Lega, che ha voluto insieme al Movimento 5 Stelle il reddito di cittadinanza, ma a beneficiarne – quando entrerà in vigore – sarà in particolare il Mezzogiorno. Del resto, la disoccupazione colpisce soprattutto le regioni del Sud, dunque non è neanche così strano che la maggior parte degli assegni finiscano a sud di Roma. A fare la parte del leone è la provincia di Crotone: qui siamo a quasi una famiglia su quattro che avrà diritto al reddito di cittadinanza, il che significa che il 27,9% ha un reddito Isee sotto i 9 mila euro e che quindi rientra nel perimetro disegnato dal Governo per godere dell’assegno mensile.

‘Il Sole 24 Ore’ si è basato proprio su dati Isee 2016 per disegnare la mappa dell’Italia ‘bisognosa’. Dati che sono costantemente monitorati dal ministero del Lavoro. Ma se Crotone si presenta in pole position, altre località medio grandi del nostro Sud occupano tutta la parte alta della classifica. Ci sono infatti Napoli, Palermo e Caltanissetta, dove la media si abbassa a una famiglia su cinque (il 20%). Esattamente dall’altra parte della graduatoria troviamo le città più ricche (di soldi e di lavoro del Nord). A Bolzano, rientra nel perimetro del beneficio appena una famiglia su 40. Belluno (ma dopo l’alluvione la situazione potrebbe essersi modificata) e Sondrio sono a una famiglia su 30.

Se Crotone è la città con la più alta media di famiglie che dovrebbero ricevere il reddito di cittadinanza, misura destinata a entrare in vigore l’anno prossimo, il capoluogo con più famiglie risulta essere Napoli (quasi 230 mila), poi c’è Roma (173.200), quindi Milano (103.600), Palermo (100.800) e Torino (95.900). L’incidenza cambia, naturalmente, a seconda della grandezza della città: “Se a Napoli e Palermo si supera il 20% delle famiglie residenti, a Torino e a Roma siamo al 9%, a Milano non si arriva al 7%”. Pensate, le prime 34 province per frequenza degli interessati sono tutte al Sud e nelle Isole. Quando si dice Italia a due velocità.

Non è comunque una notizia da prima pagina che il Mezzogiorno sia quello più sofferente: “I valori dell’Isee sono storicamente più bassi nel Sud, dove i redditi sono inferiori, la disoccupazione più alta, le famiglie mediamente più numerose e i depositi bancari e gli investimenti minori. Né basta a controbilanciare gli altri fattori la percentuale di proprietari di casa, più alta che al Centro-Nord”. Insomma, fatte 100 le famiglie con i requisiti d’ammissione, 48,6 sono al Sud e nelle Isole, 19 al Centro, 32,4 al Nord. Il rapporto Svimez parla del 63% delle risorse stanziate nella Manovra di Bilancio 2019 (9 miliardi) per il reddito di cittadinanza che andrebbero al Mezzogiorno.

Nel 2016, i nuclei familiari che hanno presentato una o più dichiarazioni uniche (da cui si parte per il calcolo dell’Isee) sono 4,5 milioni, per un totale di oltre 14 milioni di persone. Quelle con Isee inferiore a 9 mila euro sono 2,5 milioni.  Ma la cifra è per difetto visto che la soglia minima per accedere alla misura è un po’ più alta, Isee di 9.360 euro.

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