Ritornano gli Azzurri di Mancini

di Franco Leonetti –

 Ultima pausa per la Nazionale di Mancini nel 2018. Un binomio di partite contro Portogallo e Stati Uniti per fare un primo mini-bilancio circa l’operato del neo commissario tecnico: la prima è valida per la Nations League, il torneo europeo che sostituirà quasi interamente le amichevoli, e la seconda è un’amichevole. Il match contro il Portogallo si terrà sabato 17 novembre a Milano, stadio San Siro, mentre quello contro gli Stati Uniti si giocherà martedì 20 novembre, a Genk, in Belgio.

La Nazionale deve riprendere il filo del gioco sciorinato nella ottima sfida giocata in Polonia, vinta per 1-0 con gol di Biraghi, con una prestazione brillante e maiuscola di tutti gli effettivi, scongiurando la spada di Damocle della retrocessione in fascia B del nuovo torneo. Nelle convocazioni di Roberto Mancini spiccano alcune novità, come d’abitudine fondate nulle nuove leve che potranno divenire, in futuro, giocatori utili alla Nazionale maggiore. Ci sono alcune novità impreventivabili alla vigilia, partendo dal centrocampista Vincenzo Grifo dell’Hoffenheim, Sandro Tonali, talento del Brescia, dalle movenze e somiglianze stilistiche alla Pirlo, e Stefano Sensi centrocampista del Sassuolo, tutti alla prima convocazione. In fase di ritorni a Coverciano, è giusto sottolineare la nuova chiamata per l’attaccante del Cagliari Leonardo Pavoletti e di Mattia De Sciglio, della Juventus, finalmente in campo con continuità e che mancava dall’amichevole di giugno contro l’Olanda, ed è stato confermato Kevin Lasagna dell’Udinese.

Ancora una volta sono finiti fuori lista due calciatori importanti, gli attaccanti Mario Balotelli e Andrea Belotti, lasciati ancora una volta a casa da Mancini. Sono in totale 27 i giocatori scelti da Roberto Mancini per il duplice impegno, con la speranza che le maglie azzurre riescano a confermare, magari migliorando, ciò che hanno mostrato in Polonia. La strada imboccata dal nuovo c.t. pare quella più giusta ed adeguata per far si che la Nazionale italiana torni ad essere, in primis, competitiva, in secundis, recuperi forza, blasone e considerazione calcistica da tutti gli avversari. Sotto questo punto di osservazione, le sfide con Portogallo e Stati Uniti vanno visti come un passo importante verso una crescita e una maturazione imprescindibile per questa nuova Italia targata Mancini, che ha voluto trattare in conferenza stampa alcuni temi:” È giusto vedere all’opera tanti giovani in questi 10 giorni, hanno bisogno di giocare di più. Balotelli e Belotti? Non li ho bocciati, se continuano a fare bene verranno chiamati così come El Shaarawy. Vogliamo il primo posto nel girone di, Nations League ma non dipenderà soltanto da noi. Il gesto di Mourinho? Non ha fatto niente di particolare, ma purtroppo qui c’è questo vizio degli insulti. Per la Panchina d’Oro ho votato Allegri”. Ora la palla passa ai suoi ragazzi, la Nazionale ha bisogno di recuperare l’affetto e la vicinanza della gente, cosa che accade solo quando si disputano grandi prove e partite appassionanti.

 

Rispondi