Una classe da favola

Una classe da favola

15 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Si dice che la scuola non prepari i ragazzi al mondo del lavoro. Troppa teoria e poca pratica: questo sembra essere il pensiero generale. La verità, spesso, è che molte storie non vengono raccontate, rimangono in penombra, non si dà loro la possibilità di essere l’eccezione: non quella che conferma la regola, ma quella che apre le porte a nuove strade.

Protagonista di questa vicenda è la scuola media Ugo Foscolo di Torino, dove le comuni lezioni si sono trasformate in veri e propri laboratori pratici, dal nome che racchiude un bellissimo gioco di parole nonché significato: “Una classe da favola”.

I ragazzi, supportati e guidati dai loro docenti in questo percorso, hanno potuto conoscere in maniera pratica il mondo dell’editoria: dalla scrittura di un testo, alla correzione delle bozze; dalla grafica allo studio delle illustrazioni fino all’editor. L’aula si è trasformata in una vera casa editrice e gli alunni, usciti dagli stereotipi di una lezione teorica, hanno potuto mettersi all’opera con uno dei lavori che oggi, anche se non sembra, ruota intorno a molti settori, quello dell’editore.
La lezione pratica inizia sempre nello stesso modo: con la lettura di un libro, ça va sans dire.

L’esperimento è stato coadiuvato anche dall’utilizzo dei mezzi meno tradizionali ma oggi inevitabili: da Google ad Amazon, dai computer ai tablet. Ma non solo: anche biblioteche, giornali e archivi sono stati fondamentali nello sviluppo del progetto.

Si chiama Verena Lopes l’insegnante di lettere che ha dato via al percorso editoriale e formativo: “La regressione della storia e della società si deve combattere ogni giorno e ovunque, soprattutto per i giovani… I ragazzi hanno il diritto di sapere in che mondo vivono, e di avere gli strumenti culturali per cambiarlo. La responsabilità delle future generazioni è nostra, non dimentichiamolo!”. Questo è uno dei post sulla sua bacheca Facebook, simbolo di quanto la docente sia legata all’idea e alla possibilità di avere generazioni future in grado di cambiare il mondo. Cambiarlo per davvero e in meglio: e proprio partendo dalla scuola.
Il progetto dell’insegnante ha coinvolto diverse realtà letterarie, dal Circolo dei Lettori di Torino al movimento The Bright Side Piemonte.

“Sei una professoressa speciale” è uno dei commenti che si leggono sulla bacheca virtuale della Lopes; speciale, sì, perché, come dicevamo, è stata capace di scardinare i luoghi comuni sulla scuola, che la vogliono ormai come un posto in cui parcheggiare i ragazzi con la speranza che qualcosa la imparino, rendendola invece un luogo dove talenti e opportunità si incontrano, per dar vita a quelle capacità che a volte un essere umano – specie se giovane – non sa di avere.

Il progetto, in fine, ha una chiave romantica. “Chiudo con una piccola dichiarazione d’amore – scrive ancora l’insegnante -: a Torino, la città che nove anni fa mi ha accolta, adottata e che è riuscita a diventare “casa”, non solo perché è viva, eterogenea, incantevole, ma soprattutto perché mi ha regalato l’affetto che provo per le persone che vi ho incontrato”.