Una settimana focalizzata sulla libertà di stampa, fra attacchi ai giornalisti e flash mob in piazza

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si apre giovedì 8 novembre con il raggiungimento di un accordo per quanto riguarda la questione della riforma della prescrizione. La riforma è stata effettivamente inserita nel disegno di legge anti-corruzione, per la soddisfazione del Movimento 5 Stelle. La Lega, invece, ha visto il via libera per alcuni emendamenti presentati. La riforma entrerà probabilmente in vigore dal 2020. La discussione non è stata esente da momenti di tensione.

Venerdì 9 novembre, Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, ha rassicurato sui tagli al suo settore previsti dalla manovra e pari a circa 500 milioni di euro. «Non ne deriverà alcun pericolo per la sicurezza – ha affermato – più che di tagli, parlerei di razionalizzazioni. In certi momenti ci sono delle priorità, ma ogni funzione strategica della sicurezza verrà mantenuta. Sicuramente bisogna razionalizzare la spesa».

Sabato 10 novembre la notizia clou è stata quella dell’assoluzione di Virginia Raggi, sindaca di Roma, nel processo sulla nomina di Renato Marra, in cui era accusata di falso. Il giudice ha sancito che «il fatto non costituisce reato». La prima cittadina della Capitale ha commentato con gioia la sentenza: «Spazza via due anni di fango. Andiamo avanti a testa alta per Roma, la mia amata città, e per tutti i cittadini».

Domenica 11 novembre si è acceso il dibattito sulle parole durissime riservate da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle alla stampa, dopo l’assoluzione di Raggi. Se il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato di “infimi sciacalli”, Alessandro Di Battista ha apostrofato certi giornalisti addirittura come «pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà». Critiche dall’opposizione e in particolare da Silvio Berlusconi: «C’e’ un’aria di illibertà, siamo in una democrazia illiberale, anticamera della dittatura, se continua così» ha affermato.

Lunedì 12 novembre è intervenuto sul tema anche il presidente della Repubblica. «Al mattino leggo i giornali: notizie e commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido e forse questi secondi per me sono ancora più importanti – ha dichiarato Sergio Mattarella di fronte agli studenti riuniti al Quirinale – Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente e mi stanno a cuore; ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere. E per questo ha un grande valore la libertà di stampa, perché, anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate, consente e aiuta a riflettere».

Martedì 13 novembre molti giornalisti, per tutta risposta, sono scesi in piazza. Sono stati organizzati dei flash mob in diversi capoluoghi di provincia al ritmo dello slogan “Giù le mani dall’informazione”. Sulla questione si è pronunciata anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: «Ogni attacco agli organi di stampa – afferma – rischia di ledere il principio costituzionale di libera manifestazione del pensiero, che è alla base del pluralismo dell’informazione e del diritto di cronaca e di critica».

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