Viva Vittoria: lavorare a maglia per dire di No alla violenza

di Deborah Villarboito –

«Viva Vittoria è un progetto, un’opera relazionale di sensibilizzazione sulla tematica della violenza sulle donne. Noi poniamo alle donne una semplice domanda che è “Chi decide della mia vita?” invitiamo quindi a riflettere su questa tematica. Noi non pensiamo di avere una soluzione, ma siamo molto convinte che se ognuna di noi ha consapevolezza del proprio valore riesce a trasformarsi da potenziale vittima ad artefice del proprio destino».

Inizia così Roberta Palmieri, membro del consiglio direttivo di Viva Vittoria, a spiegare il loro operato e continua: «Facciamo ciò invitando le donne a realizzare un semplice quadrato a maglia, anche se non sono capaci a farlo diamo loro gli strumenti per poterlo realizzare. Questo quadrato sarà la loro risposta. Se tu rifletti sul tuo valore e sei convinta che tu vali solo per il fatto di essere una persona, indipendentemente dall’essere uomo o dall’essere donna, mi realizzi il tuo quadrato di maglia e mi dai la tua risposta in questo modo. Queste risposte messe insieme sono il nostro No alla violenza sulle donne».

Finora migliaia di donne hanno partecipato alla realizzazione dei quadrati di maglia. Il progetto ha esercitato un richiamo trasversale e coinvolto persone di ogni estrazione sociale, provenienza culturale, religiosa e politica. Ha aggregato persone che hanno aderito ad un obiettivo comune condiviso realizzando quell’ideale unità in grado di superare il separatismo, l’individualismo e il particolarismo. «Io da sola nella mia casa mi sento schiacciata da problemi che poi scopro essere comuni a tanta altra gente. Allora noi invitiamo attraverso il lavoro a maglia, che è simbolico, riconduce a ricordi spesso famigliari e la coperta rimanda alla cura di sé, visto che ti copre e ti protegge, a reagire. Prendiamo quattro quadrati di quattro donne diverse, che non si conoscono ma che insieme fanno qualcosa di bello – continua Roberta – Siccome vogliamo che il bello sia anche utile, tutti questi manufatti vengono posati come installazione a coprire delle piazze. Poi vengono messi in vendita il giorno dell’evento.

Tutti i proventi sono poi donati a un istituto che si occupa di tutela della donna in vari ambiti». L’idea è nata da alcune donne che semplicemente parlando tra di loro avevano visto una fotografia di una scalinata nel nord Europa ricoperta di quadrati di maglia in un periodo in cui si sentiva molto forte il problema della violenza sulle donne. Si sono chiesti che cosa si potesse fare creando qualcosa di bello e anche di utile. Un movimento spontaneo nato a Brescia nel 2015, da un’idea di Cristina Begni che ne è anche l’attuale presidente, e che colora le piazze italiane con successo. L’ultimo appuntamento è stato quello di Parma del 10 e 11 novembre che ha visto il sold out di coperte già il primo giorno.

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