Sexting: adolescenti senza freni, ma quanti rischi

Si chiama sexting ed è un fenomeno in crescita, soprattutto tra gli adolescenti. Significa inviare via chat o social, ad altri, selfie hot, in abbigliamento intimo o completamente nudi. Un rischio sottovalutato dalla maggior parte di chi lo pratica. Skuola.net ha condotto un sondaggio su 6.500 giovani tra i 13 e i 18 anni, scoprendo che il 24% ha provato almeno una volta l’ebbrezza di inviare la propria nudità, spesso al partner del momento.

Purtroppo, chi riceve questo materiale, molto spesso lo condivide a sua volta con amici. Che fanno la stessa cosa. Finché come mamma ti ha fatto viene visto anche da sconosciuti. E qui le conseguenze possono diventare gravissime: dalla foto in rete al ricatto, fino alle minacce. Se il 24% è un dato molto alto e allarmante – significa 2 ogni 10 adolescenti – fa ancora più paura pensare che il 6% ammetta di farlo spesso, con leggerezza. L’11% dosa i momenti, un 7% ci ha provato una volta sola, magari per curiosità. Ma può essere sufficiente per ritrovare la sua foto senza veli ovunque grazie alla potenza di internet.

I più esibizionisti sono i maschietti: il 13% dichiara di non avere alcun problema a inviare foto in cui si vedono parti intime contro un 8% delle femminucce. Parlavamo dei rischi. Ci sono e sono altissimi, se è vero che il 15% di chi ha spedito un selfie hot, ha scoperto che questo era stato condiviso ed era finito dunque su più smartphone. Finché non è finito nelle mani di autentici sconosciuti. Chi condivide la foto ricevuta magari dall’amichetta o dalla partner, nel 49% lo fa per tirare un brutto scherzo, il 7% per vendicarsi, l’11% per ricattare la vittima. Subentra a questo punto il senso di vergogna in chi scopre che il topless o il nudo integrale è finito a mezza città. Un terzo quindi non denuncia la cosa per vergogna, ma siamo al 37% per le ragazze. Appena il 16% chiede aiuto alla famiglia o agli amici più fidati. Il 53% prova anche a fare finta di nulla, sperando che la cosa si sgonfi da sola (siamo al 59% per i maschi).

Una volta che il selfie diventa pubblico – è sufficiente una volta, al partner, non è per forza necessario che finisca a più persone – può capitare davvero di tutto. Il 12% viene minacciato e la ‘preda’ preferita è la ragazzina. Sotto forma di minaccia nel 44% dei casi. Nel 18% dei casi c’è desiderio di vendetta, il 27% decide di spaventare la vittima al solo gusto di prendersi gioco di lei. Purtroppo, però, più la situazione si allarga e peggiora, meno si parla. Il 35% non dice niente a nessuno pur se minacciato perché ha paura del giudizio altrui; il 26% chiede aiuto agli amici, il 38% fa finta di niente (percentuale decisamente minore rispetto al 53% di chi cerca di ignorare quando ancora non siamo arrivati alle minacce).

Ancora dati che dovrebbero far riflettere. E molto. Il 18% di chi si vede recapitare una foto hot, la condivide (più maschi, siamo al 25%). Le ragazze tendono a mantenere maggiormente il segreto sexy (10% soltanto fa la condivisione). I motivi per cui si decide di far avere anche ad altri quel selfie? Nel 43% dei casi per scherzo (davvero di cattivo gusto), nel 6% dei casi per vendetta, nel 5% dei casi per poter ricattare la vittima. Un 6% ha solo minacciato di farlo senza andare oltre, ma questa è una spada di Damocle che penderà sulla testa dell’ingenua o dell’ingenuo per molto, molto tempo. Forse per sempre.

di Alessandro Pignatelli

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