Carina Fisicaro, quando una donna è ON

Carina Fisicaro, quando una donna è ON

22 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Sabrina Antenucci –

Carina Fisicaro, è una coach per le Donne, una delle prime in Italia a rendersi conto del fatto che quello che fino a quel momento era stato considerato il sesso debole aveva bisogno di una mano per ritrovare forza e motivazione e uscire dal guscio. Formatrice e motivatrice, nasce in Argentina e arriva in Italia da Miami, dove era andata per seguire il padre. Si sposa giovanissima e diventa mamma, ma capisce subito che qualcosa in quel matrimonio non va. Quando la figlia diventa adolescente cominciano i problemi di relazione tra madre e figlia. Gli “anta”, giro di boa importante per una donna, sono alle porte e Carina non è soddisfatta di quello che ha raggiunto. Decide di andare da uno psicologo con la figlia, e funziona. L’equilibrio famigliare inizia a trovare una sua struttura, il lavoro tutto sommato va bene, la vita privata procede senza infamia e senza lode. Potrebbe fermarsi qui. Ma c’è qualcosa che non le permette di farlo, un sentimento che la guiderà in tutto il percorso: il ricordo della sensazione di solitudine.

Nei periodi difficili il sentimento principale che ha provato, e che ogni persona che ci sia passata ha provato, è la solitudine. Non importa che ci sia un marito, una figlia, dei colleghi: ci si sente sole ad affrontare dei problemi che sembrano più grandi di noi. Si ha la sensazione di non poterli superare, a volte; si ha il dubbio che esistano delle vie d’uscita. Carina capisce che la via d’uscita esiste e che per arrivare ad essere felici e soddisfatte della propria vita non basta avere un equilibrio apparente, o appena accennato: bisogna raggiungere un obiettivo. Il suo diventa quello di aiutare le donne che in un momento della propria vita si trovano a dover affrontare una sfida e non sanno come fare.

Si iscrive ai corsi di diverse scuole di coaching, formandosi in tutte le specializzazioni: sport, business e life. Segue i seminari di Anthony Robbins, poi entra a far parte del suo staff. Vive emozioni mai provate prima, perché durante quegli eventi condivide l’emozione e la paura durante le sfide che provano i partecipanti agli stage di Robbins. (La più conosciuta è la “camminata sui carboni ardenti”, ndr)  Capisce che nel momento in cui si deve superare una sfida, emozione e paura sono sentimenti che uniscono tutti, indistintamente.

 Inizia quindi a organizzare degli incontri nelle librerie della zona, li chiama “Straordinariamente donna”; hanno l’obiettivo di far capire alle partecipanti che è possibile ottenere il risultato sognato in ogni ambito della vita: personale o professionale.

Nel frattempo continua a studiare e a partecipare a corsi e seminari, e si rende conto che c’è qualcosa che non le piace: sul palco ci sono principalmente uomini. Serve formazione al femminile, mancano donne sul palco.

Perché mancano donne sul palco? Qual è la differenza, se i concetti sono gli stessi?
“Sognavo un evento dove le donne potessero dare il loro punto di vista, raccontare la loro esperienza e offrire spunti alle partecipanti per superare i momenti chiave della loro vita. Noi donne abbiamo un linguaggio comune, verbale e non verbale, ed è più facile per noi immedesimarci e trovare la motivazione in racconti di altre donne. Volevo mostrare a tutte le donne che è possibile raggiungere un obiettivo e creare la vita che si desidera, e volevo che lo capissero grazie ad altre donne.”

Dopo un lungo percorso fatto di salite e di discese, di successi e di cadute sei finalmente riuscita a creare “DonnaON” un workshop/evento di due giorni completamente al femminile. Cosa si prova a vedere il proprio sogno avverato?
“Emozione, gratificazione, conferma, sfida. L’emozione è enorme, ma è forse la reazione più prevedibile. La gratificazione arriva dopo anni di lavoro “visionario”, durante i quali tu immagini un percorso e ti fidi del tuo istinto, ma non hai alcun riscontro pratico. La conferma è una sorta di “passaggio di livello” del tuo percorso: hai comunicato in maniera corretta, hai scelto e ti sei fatta scegliere dalle persone giuste al giusto momento del loro percorso di crescita, hai fatto bene il tuo lavoro e ottenuto il risultato. E dalla conferma arriva la nuova sfida, perché un sogno che si avvera è l’inizio, non la fine. Da quel momento ho iniziato a lavorare ancor più duramente, per migliorare quello che avevo creato”

Un evento al femminile rischiava di diventare un incubatore di competizioni, o di attriti
“Al contrario, si è rivelato esattamente come immaginavo: un momento di grande solidarietà dove le donne hanno condiviso, regalato, imparato, insegnato. Le donne sanno essere molto complici e solidali, se messe in condizioni di farlo; la natura stessa prevede che l’energia femminile sia costruttiva ed essenziale nei percorsi di crescita”

Come si arriva a costruire un sogno?
“Gli ingredienti sono tanti e tutti ugualmente importanti. I miei principali sono la fede e la determinazione. Non ho mai smesso di credere che il coaching fosse la mia strada e un evento al femminile un elemento importante per la crescita di tutte le donne con cui ero entrata in contatto. Ho fissato il mio obiettivo e non mi sono lasciata distrarre. Ma ci sono tanti altri elementi importanti: la disciplina, per esempio; lo studio; la scelta delle persone con cui costruire il proprio percorso; l’esercizio costante; il contatto con la realtà e il quotidiano anche quando si porta avanti un sogno che esiste solo nel tuo cuore e nella tua mente”

Ci sono stati momenti in cui hai avuto la sensazione di non farcela, o hai pensato di mollare?
“Non saprei come rispondere a questa domanda. Potrei dirti “sempre” o “mai”. “Sempre” perché ci sono centinaia di momenti in cui ci pensi: quando cadi, quando vai in libreria per un incontro e non c’è nessuno ad ascoltarti, quando persone che reputi amiche ti criticano o ti ostacolano, quando i risultati tardano ad arrivare, quando sei così stanca di tutto che pensi di gettare la spugna e arrenderti ad una vita mediocre. “Mai” perché se è il tuo sogno non puoi fare a meno di andare avanti. Come quando ti innamori, non puoi fare nulla per combattere quel sentimento. Ce l’hai dentro, non puoi smettere di amare. Ecco, quando sei sulla tua strada e segui il tuo sogno succede esattamente così; quando cadi ti rialzi, quando ti ostacolano cambi strada, quando sei stanca ti riposi; ti rialzi, asciughi le lacrime e continui per la tua strada. E vinci. Ma c’è un’altra cosa che non sottovaluterei: i segni. Qualcuno le chiama coincidenze, altri caso, altri fortuna. Di fatto sono quei piccoli eventi che ti portano a fare un altro passo verso il tuo obiettivo. Facci caso, nel momento in cui pensi che sia tutto perduto succede qualcosa che ti spinge ad andare avanti. Ancora un passo, ti dici, provo solo questo; e così ti rimetti in piedi e continui a camminare. Quando sei cresciuta abbastanza capisci che sono solo sfide che puoi affrontare, basta guardarle nel modo giusto. Ogni ostacolo ti insegna qualcosa, quando ti si ripresenterà saprai già come affrontarlo e come superarlo; meno cerchi di combatterlo meno sarà difficile da superare. Dipende tutto da te

 Quest’anno ci sarà la terza edizione di DonnaON, che nel frattempo è diventato un congresso internazionale. Ci saranno workshop in lingua spagnola, una struttura di donne più articolata. Quale sarà il prossimo passo?
“DonnaON cresce con le donne che ne fanno parte. Non sarebbe pensabile avere la stessa situazione di tre anni fa e non posso pensare che tra 3 anni sarà la stessa cosa. Il progetto è lo stesso, voglio svegliare il più alto numero di coscienze femminili possibili. Penso che noi donne possiamo cambiare il mondo. Le Donne non sono alla pari perché pensano di non potere. Se le Donne non hanno quello che vogliono è perché non lo vogliono avere. Durante DonnaON in questi tre anni decine di donne hanno dimostrato in decine di modi diversi che si può. Non possiamo raccontarcela più, dobbiamo iniziare a fare!