Filippo Nardi: una vita tra le onde della Tv

di Deborah Villarboito –

I personaggi dello spettacolo ci affascinano da sempre. Vederli sempre belli in Tv, ce li fa idealizzare. Il gossip ci dà l’illusione di conoscerli. In realtà non è mai così. Ci sono personaggi e personaggi. Filippo Nardi è uno di quelli particolari, perché come lo si vede in onda, lo è anche dal vivo. Trasparente, simpatico e soprattutto mai superbo. Certo, ne sono passati un po’ di anni dalla prima volta che l’abbiamo conosciuto, nella seconda edizione del Grande Fratello del 2001, per la frase, diventata tormentone all’epoca, legata alle sigarette che non poteva avere. Un personaggio che negli anni si è evoluto come persona, vivendo anche problemi personali ed economici, e specialista dello spettacolo, dove ha ricoperto diversi ruoli. «Se avessi avuto una vocazione, penso che da piccolo avrei fatto ben altro. Mi sarebbe piaciuto fare il medico, il conservatorio musicale, probabilmente tornando indietro mi sarei arruolato nell’esercito. Sono un essere umano che si fa trasportare dal mondo e quando si presentano delle scelte, prende le sue decisioni. Creo il mio destino in base alle mie scelte – racconta Nardi – Tuttora non ho avuto una vocazione, e sono molto invidioso di chi ne ha una, che sia prete o cuoco. Mi sono creato la mia vita strada facendo. Se dovessi vincere la lotteria mi ritirerei in una casa sulla spiaggia e mi farei insegnare delle cose: seguirei lezioni di tutti i tipi dalle 9 del mattino alle 8 di sera. Sono affamato di informazioni ed esperienza. Sono aperto a tutto. Chi è Filippo Nardi? Una spugna». Eclettico, numerose sono state le sue esperienze in Tv e non solo: «Ho sempre amato la cultura e la musica, che ho imparato da autodidatta. Purtroppo la musica non dà più soddisfazioni a chi la fa. Ci sono pochi che riescono a vivere di questo. In televisione mi ha dato molta soddisfazione fare le Iene, le interviste dietro alle quinte al Festivalbar, a fare l’opinionista a Loveline, dove parlavamo di ragazzi con disagi sessuali o emotivi. Anche se in realtà ultimamente mi dà piacere andare a pagare una bolletta senza rateizzarla». I più idealizzano la vita da Vip, pensando che le celebrità siano immuni dalla malasorte, non è proprio così: «Uno pretende tanto di essere felice tutta la vita. Se uno non è mai stato triste non apprezza la felicità. Più momenti difficili hai nella vita, meno fiducia hai nei momenti belli ti senti sugli attenti. Personalmente, non riesco a godermi una cosa bella fino in fondo, perché sono convinto che finirà. Io sto comunque nella mia pelle…anche se vedo quelli con il posto fisso che sono musoni, quindi magari non sono felici nemmeno loro. La mia vita è un po’ una montagna russa, con fasi cicliche da circa 10-15 anni: va in su e va in giù. Io vorrei invece fare una passeggiata in pedalò su un lago, perché della montagna russa non ne posso più. Stanca sempre di più. Mancano sei mesi ai 50 anni. Vorrei una serenità economica e anche interiore. Probabilmente non l’avrò mai, perchè sono una di quelle persone che ha sempre un minimo di disagio, che non si riesce a capire da dove venga, però che si sprona a compiere delle cose che altre non fanno.

L’unica cosa che posso fare è essere me stesso. Sembra una banalità, ma non è così facile. Io devo andare a letto alla sera fedele a me stesso. Chiudo gli occhi, spengo la luce, non devo sentirmi troppo compromesso». Nonostante le difficoltà, Filippo non si è mai arreso: «Il modo di reinventarmi a volte lo trovo io, a volte lui trova me. Si presentano delle opportunità nella vita e succede che fallisci. Non è così brutto. L’esperienza di provare, spesso è molto più divertente del risultato finale. Ad esempio, questa cosa che è nata di fare il critico di moda maschile in Rai, non avrei mai pensato di farla. Qualcuno, però, ha visto che io ho un mio stile e mettendomi in Tv, con il mio modo di fare naturale, poco costruito e vestendo il primo tamarro che arrivato con un abito classico da uomo funzionavo. Cosa faccio allora? Vado a lavorare scegliendo un abito, cose che mai avrei pensato. Non mi sarei mai proposto per una cosa del genere, basta un pizzico di fiducia e mettersi alla prova. La peggior cosa che può succedere è che ti dicano ca non va bene, e basta. Molta gente non si mette alla prova e vive con tante paure». I reality hanno senza dubbio caratterizzato la storia di Nardi, che li apprezza perchè: «Io non ho niente da nascondere. Ho sempre detto che se uno vuole guardarmi mentre dormo, sono fatti suoi.

Se penso a quanti lavori duri ci sono al mondo, essere pagato per dormire, vivere, mangiare, parlare, è il più bel lavoro del mondo. Io sono amante della comunicazione in tutte le sue forme. Quando ho telefonato per il candidarmi al Grande Fratello ho detto: “Ciao sono Filippo, un ragazzo italo-inglese di 33 anni, vivo in Maremma, sono appassionato di comunicazione e mi piacerebbe partecipare al vostro programma”. È stato l’unico provino che ho fatto in tutta la mia vita. Per quanto riguarda l’Isola dei Famosi, io l’avrei sempre scelta, perchè mi fa impazzire. Sono anni che sono in tira e molla con l’Isola…l’avrei fatta sempre. Ma anche da solo: se avessi la possibilità andrei in un’isola deserta domani a spese mie, con chi voglio io, magari con un letto un po’ più comodo e qualcosa in più da mangiare. Quando la vita diventa troppo frenetica lì veramente, hai tutto il tempo del mondo per guardare il mare, il cielo, le stelle, solo con la manualità, pochi compiti al giorno, era molto bello». Una vita in onda che però non ha dato tutto, che ha qualche cosa da rivedere: «Sicuramente sarei stato molto più presente con mio figlio, perchè nei primi anni della sua vita ero sempre al lavoro e mi sono perso un po’ della sua infanzia, lo vedevo una volta a settimana. Mi sarei impegnato di più a scuola, magari Ho fatto una grande valigia, con le mie esperienze di vita, e stranamente anche quelle brutte le vado a rivedere, perchè nel presente tutto serve. Cambierei poche cose. Forse lo studio: sceglierei una materia e l’approfondirei, come la pittura o la sartoria, la musica o la medicina. Cambierei la mia attitudine verso la scuola, perchè ero un disastro, per concentrarmi su una sola cosa fatta bene».

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