La Commissione per i diritti umani del Senato in mano a chi festeggiava le ruspe nei campi rom

La Commissione per i diritti umani del Senato in mano a chi festeggiava le ruspe nei campi rom

22 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Martina Cera –

La “Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato” è attiva dal 2001, quando a fronte del grande impegno dei senatori nei confronti della pena di morte nel mondo, realizzato in collaborazione con associazioni come Nessuno Tocchi Caino e la Comunità di Sant’Egidio, si è deciso rendere più incisiva la loro azione per i diritti umani nel senso più generale del termine.

La Commissione, negli anni, ha agito con ruoli di osservazione, studio e iniziativa, avvalendosi del supporto di varie organizzazioni per i diritti umani. Dal 2001 al 2006 il suo impegno si è concentrato su temi internazionali come il traffico di esseri umani e l’uso dei bambini nei conflitti armati, nonché sulla ratifica del trattato per l’istituzione della Corte Penale Internazionale, rendendosi protagonista di dibattiti politici anche molto intensi. Dal 2008 al 2013 protagonisti delle indagini della Commissione sono stati i diritti delle minoranze, con la redazione di un “Rapporto sulla condizione di sinti, rom e caminanti in Italia”, e quelli delle persone detenute, attraverso il documento sulla “Situazione dei diritti umani negli istituti penitenziari italiani e nei centri di trattenimento per migranti”. Anche in tempi più recenti i senatori impegnati nei lavori della Commissione hanno palesato la loro preoccupazione per i diritti dei migranti, con ben quattro rapporti sulla situazione nei Centri di Identificazione ed Espulsione, mentre si delineavano i contorni di un importante lavoro sulla prevenzione della tortura.

La presidenza di Luigi Manconi, che ha terminato oggi il suo mandato, è stata caratterizzata dalla promessa di un maggiore impegno per il rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti umani. Un segnale forte da parte di un Paese, il nostro, che ogni anno accumula ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Una delle principali contestazioni che vengono mosse al Governo gialloverde è quella di farsi promotore di una serie di misure, tra cui il “ddl Pillon” e il “decreto Salvini”, che minano alle neppure troppo avanzate conquiste dell’Italia rispetto ai diritti civili.

Il campo nomadi sulla via Pontina a Roma, 18 ottobre 2017.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Chi quest’oggi si aspettava un cambiamento, però, ha piuttosto assistito ad un vero e proprio rovesciamento, per usare l’espressione di Riccardo Magi di +Europa.

Le opinioni di Stefania Pucciarelli in materia di diritti umani e tutela delle minoranze, spesso espresse via social, hanno negli anni fatto discutere. Proprio negli ultimi giorni si è rallegrata per lo sgombero del campo nomadi di Castelnuovo Magra pubblicando su Facebook la foto di una ruspa che spiana una baracca, mentre dopo l’omicidio di Desirée Mariottini a Roma ha dichiarato che i partigiani e le femministe sono “complici dei crimini commessi da persone che non dovevano entrare in Italia”. Sull’immigrazione, in particolare, la senatrice ha presentato una serie di proposte per contrastare il “business dell’accoglienza”, tra cui quella di tagliare i contributi regionali alle strutture ricettive che ospitano migranti. Allo stesso tempo, negli anni, non sono mancati i post contro i rom e la cosiddetta “teoria del gender”.

“Io rispondo con i fatti”, è stata la replica della senatrice a fronte delle critiche ricevute quest’oggi dopo la nomina, “La prossima settimana avrà luogo la prima riunione degli uffici di presidenza della Commissione Diritti umani dove saranno invitati anche gli esponenti dell’opposizione. Aspetterò anche da loro le richieste di azione da intraprendere”.

Il primo tema che affronterà la nuova Commissione, come annunciato dalla senatrice, sarà quello delle persecuzioni contro i cristiani. Il riferimento è al caso di Asia Bibi, la donna cristiana ritenuta responsabile di atti blasfemi in Pakistan in carcere dal 2008 e liberata recentemente per mancanza di un serio impianto di accusa.

I traguardi ottenuti dalla Commissione nel corso degli anni sono importanti, ma non per questo solidi. Come hanno dimostrato le più recenti proposte del Governo basta poco, a volte solo un decreto-legge, per spazzare via quel poco di cultura dei diritti umani che si è faticosamente formata nel nostro Paese.