L’Eden Bolzano, il sindaco: “Lavoro, prudenza di cassa e squadra fortissima”

di Alessandro Pignatelli –

Bolzano è la città italiana in cui si vive meglio. Lo hanno sancito Italia Oggi e l’Università La Sapienza di Roma. Un onore e un onere, come sentiremo direttamente dal sindaco Renzo Caramaschi che, da indiscutibile leader, prima di tutto riconosce i meriti della ‘squadra’: “Posso contare su una struttura amministrativa efficiente che si impegna da tanto tempo”. E che ottiene evidentemente risultati, se è vero che oggi il capoluogo dell’Alto Adige è riuscito ad azzerare i debiti.

“Naturalmente provo orgoglio per la prima posizione, ma resto umile. I problemi ci sono sempre, l’importante è poterli risolvere con rapidità”. Il pungolo dell’avversario, che non è così lontano, serve tanto: “Trento è dietro solo di tre punti. Pensate i bolzanini se l’anno prossimo dovessimo scivolare in seconda posizione o in terza”. Smorza però qualsiasi accenno, anche solo goliardico, di polemica con il capoluogo trentino: “Ci vogliamo bene, con Trento ci stimiamo”.

Forse fin troppo modesto, Caramaschi: “Si vive bene, ma va anche detto che essere primi per una città di 100 mila abitanti è più facile che per una metropoli. L’amministrazione risulta un po’ più agevole”. Non si riesce quasi a tirargli fuori la gioia per il primato: “Ma no, c’è soddisfazione. Ma anche sprone. Però, non dipende dalla classifica. I bolzanini sono persone molto critiche, a volte pure un po’ campate in aria, ma servono per migliorare costantemente”.

Bolzano da anni “è intrisa di una cultura di grande serietà. Nelle spese, è meglio essere prudenti. Infatti, io trovo sbagliato ciò che sta facendo il Governo nazionale, che vuole aumentare il debito”. Poi Caramaschi snocciola un po’ di dati che, finalmente, ci fanno capire l’orgoglio che deve provare il primo cittadino del capoluogo italiano con la miglior qualità di vita: “Qui da noi la disoccupazione è al 4,2%. Se non abbiamo debiti, non è per l’autonomia regionale. I giovani trovano più facilmente un lavoro perché per iscriversi all’università bisogna superare un esame di tre lingue: inglese, tedesco e italiano. E le stesse lezioni si tengono nelle tre lingue. Naturalmente, chi ha maggiori competenze, accede più facilmente al mondo del lavoro. È più ricercato dalle aziende. Gli stessi insegnanti sono più preparati”.

Il vero segreto per emergere? “Mai fermarsi. Si fa una fatica micidiale, ma è come quando si deve partecipare a una maratona: ci si allena prima e poi si fa bene. Io cerco di dare il mio esempio, così come i miei collaboratori: si lavora 12-13 ore al giorno, non esistono sabati e domeniche”. Quasi a volersi scusare di aver elogiato troppo il suo e il lavoro di chi gli sta vicino, Caramaschi rileva i problemi della città: “Ci stiamo concentrando sull’inquinamento, in particolare sul biossido di azoto, che è quello prodotto dal traffico dei pendolari che vengono a lavorare in città. Sto combattendo per farli passare ai mezzi pubblici. Abbiamo anche noi gli immigrati che delinquono: io sono per il rimpatrio immediato di queste persone”.

Spiega qual è la vera differenza tra una città di media grandezza e una metropoli: “Ogni tanto, quando vado a Roma, mi domando: come farei a risolvere i problemi? Certo, la vedo sempre più degradata. Ma sa, nelle città metropolitane i tempi di effettuazione dei servizi sono più dilatati”. Primo posto, torniamo all’inizio: “Io le dico però che si potrebbe vivere ancora meglio. Così come non è stato facile azzerare i debiti. Il mio riferimento è sempre l’Europa del Nord”.

Vogliamo provare a dare un consiglio a chi, invece, sta in fondo alla classifica (Vibo Valentia)? “Non conosco la situazione. Quello che so è che si deve cercare di rispondere più velocemente possibile ai cittadini. I soldi vanno spesi per la manutenzione delle scuole, noi abbiamo istituti che tutti ci invidiano. Tenendo sempre il bilancio in ordine”. La ricetta ‘Bolzano’ è difficilmente esportabile altrove. Ma qualcosa in più, in altre zone d’Italia, si potrebbe fare eccome. Se persino chi è in testa alla classifica viene fermato per strada con frasi del tipo: “Deve migliorare questo, deve sistemare quello”.

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