L’Europa boccia la manovra italiana

di Fabiana Bianchi –

Ieri la Commissione Europea ha bocciato la manovra italiana. Difficile definirla come la proverbiale doccia fredda: lo stop, infatti, era già stato ventilato da diverse voci, oltre ad avere registrato un precedente il mese scorso. Non essendoci state modifiche sostanziali, quindi, il verdetto era considerato quasi scontato da molte parti politiche. Bruxelles ha ritenuto “particolarmente grave” la violazione delle regole di bilancio da parte dell’Italia e ha confermato quindi la precedente valutazione negativa del piano.

Sguardi critici anche dall’Ocse, che segue con preoccupazione in particolare la salita dello spread. In Italia, a quanto pare, non c’è però alcuna intenzione di fare marcia indietro. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intende inviare in Belgio un corposo dossier tecnico che dimostri la validità della manovra. Sabato, poi, incontrerà Jean Claude Juncker. Il vicepremier Matteo Salvini ci ha addirittura scherzato sopra: «È arrivata la lettera di Bruxelles? Aspettiamo quella di Babbo Natale».

Ma cosa succederà ora? “Il Sole 24 ore” delinea alcune ipotesi.
Secondo il prestigioso quotidiano economico, con la pubblicazione di un’altra opinione negativa sul piano di bilancio da parte della Commissione Europea si potrebbe andare in direzione dell’apertura di una procedura per debito eccessivo nei confronti del governo italiano. Se si andasse effettivamente nella direzione di una procedura formale di questo tipo, l’esito potrebbe consistere in multe e sanzioni. La cosa, però, non è scontata. Innanzitutto, perché il tutto deve avere anche l’approvazione dell’Ecofin, ma anche perché le sanzioni sono considerate generalmente come ultima ratio. Spagna e Portogallo, per esempio, non rispettarono il rientro dal deficit, ma fra accordi, negoziazioni e rinvii la situazione si risolse, la procedura cadde e non arrivarono mai a vedersi inflitte le sanzioni.

Se invece la Commissione ed Ecofin optassero per la procedura (che sarebbe aperta probabilmente non prima di gennaio), potrebbero richiedere una manovra correttiva e sanzioni pecuniarie basate sul pil, dallo 0,2% allo 0,5%. Ipoteticamente, a Bruxelles hanno anche la possibilità di bloccare i fondi europei.

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