Nazionale: ora il gioco c’è ma mancano i risultati

Nazionale: ora il gioco c’è ma mancano i risultati

22 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Franco Leonetti –

 Una buona Nazionale contro il Portogallo, una versione sperimentale nell’amichevole contro gli Stati Uniti a Genk, in Belgio. Questa la sintesi delle ultime due uscite degli azzurri di Mancini che, pare aver imboccato la strada giusta per risollevare le sorti di un Italia giunta ai minimi termini, dopo la clamorosa e dolorosa esclusione dai Mondiali di Russia, della scorsa estate. Contro i lusitani, a San Siro, si è vista una buona Nazionale nel primo tempo, con pressione alta, recupero palla e creazione di diverse occasioni da gol, vanificate da Immobile che, è un buon giocatore, ma non è cecchino infallibile, anzi. Nella seconda frazione di gioco gli azzurri sono calati e sono usciti fuori i portoghesi che, con il pareggio a reti bianche accedono alla Final Four della Nations League, mentre gli azzurri si devono accontentare della permanenza nella massima serie della competizione.

A Mancini serve un centravanti, uno di quei mirmilloni d’area di rigore pronti sempre a buttarla dentro, per inciso, uno stoccatore che se ha due occasioni da rete, una non la sbaglia di certo. Al “Mancio” serve proprio questa tipologia di “puntero”, questa squadra bella, spettacolare, intensa e predominante, sfoggia una precisa identità di gioco fino al limitare dei 16 metri, ma poi si perde nelle conclusioni. Serve disperatamente un goleador che timbri il cartellino. Vero che il nostro campionato non produce più molti attaccanti di razza che hanno nel sangue il Dna della rete, ma il c.t. dovrà trovare il rimedio giusto, per fa sì, che la costruzione di gioco brillante, non venga frustrata sottoporta avversaria. L’Italia, ad oggi, è priva di un centravanti killer, un Kane, un Ronaldo, un Lewandowski, che sono eccellenze nel calcio mondiale e quindi diamanti rari, ma le partite si vincono segnando. Facile fare il calcolo degli attaccanti d’area di rigore a disposizione della maglia azzurra. In testa alla lista di Mancini ci sarebbe Balotelli, come mostrato dalle prime convocazioni. Ma, dopo la bella partenza, e tre partite da titolare, è rientrato nell’anonimato a causa di una condizione fisica scarsa e di un’inaffidabilità congenita. Immobile non è un campione, segna nella Lazio ma fa una fatica tremenda in azzurro, ormai è un dato di fatto.

In Nazionale è andato meglio Belotti, che però è stato lasciato a casa nelle ultime due convocazioni, ma pare in ripresa, Pavoletti è stato chiamato ma non pare rivestire i panni del salvatore della patria. Zaza gioca pochissimo in granata e non è quasi mai titolare, per il futuro, Mancini potrebbe affidarsi ai giovani, facile pensare a Cutrone, Kean e Pellegri. Ma starà a questi ragazzi crescere, dimostrare e soprattutto giocare con continuità nei propri club di appartenenza. Un pò come è accaduto a Barella, che è ormai un titolare inamovibile di questa Italia targata Roberto Mancini. Goleador cercasi, per tentare il salto di qualità definitivo per gli azzurri che, a breve dovranno far di tutto per centrare la qualificazione ai prossimi europei del 2020. Traguardo da non fallire.