No a manifestazioni natalizie a scuola, l’assessore di Terni: “Bambini di diverse religioni insieme, un sogno”

No a manifestazioni natalizie a scuola, l’assessore di Terni: “Bambini di diverse religioni insieme, un sogno”

22 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

No a quadri viventi che descrivano la nascita di Gesù? Gli insegnanti della primaria ‘Anita Garibaldi’ di Terni danno la loro versione dei fatti: “Nessuna manifestazione è stata annullata semplicemente perché nulla era stato deciso”. Il caso era nato dopo un post su Facebook da parte di Valeria Alessandrini che aveva parlato di “recita natalizia vietata per non disturbare le diverse culture religiose presenti nell’istituto”. A dire di no, a suo dire, era stata la dirigente scolastica, Maria Elisabetta Mascio, a capo della direzione scolastica ‘Garibaldi’.

Dopo il post (che riportava la notizia e una riflessione personale da parte dell’assessore comunale con deleghe alla Scuola, leghista), la preside umbra è finita, suo malgrado, al centro della cronaca nazionale. Sui social si è scatenato naturalmente il dibattito tra chi parlava di necessità di preservare le nostre tradizioni – e quindi permettere la recita natalizia – e chi invece trovava giusto il provvedimento perché ormai la scuola è un luogo in cui convivono bambini di più fedi religiose. Tanto se n’è parlato pure a livello nazionale che le insegnanti della scuola elementare, guidate dalla referente del plesso Maria Teresa Anselmi, hanno voluto chiarire come sono andate le cose: “Il 6 novembre, gli insegnanti della scuola Garibaldi, riuniti per rispettare un ordine del giorno stabilito, hanno dedicato una parte della riunione a discutere su un’eventuale manifestazione natalizia che avrebbe coinvolto tutti gli alunni della scuola (si precisa che non era all’odg, tuttavia, in considerazione dei tempi ristretti prima del Natale, si è concordato di giungere rapidamente a una decisione, per poi affrontare gli argomenti previsti). Dalla discussione sono emerse una serie di proposte, nessuna delle quali ha raggiunto l’unanimità dei consensi: mercatino di Natale, tombolata, esecuzione di canti natalizi e infine rappresentazione in cortile di un’ambientazione che ricorda quella tipica dei presepi”.

Smentiscono, le docenti, che si sia parlato esplicitamente di ‘quadri viventi’ a rappresentare la storia di Gesù: “Per l’ultima ipotesi, si parla di creare scene di vita quotidiana con botteghe, mercati e laboratori artigianali. Nessuno ha parlato di ‘quadri sulla vita di Gesù’. Anche per questa proposta non si raggiunge l’accordo, si decide quindi di chiedere il parere della dirigente. Alla richiesta rapida di un parere, la dirigente risponde di non ravvisarne la fattibilità. A questo punto, gli insegnanti, dovendo raggiungere altri colleghi per affrontare gli argomenti all’odg, rimandano la decisione per riflettere meglio sulle diverse proposte e concordare le modalità organizzative, sentito anche il parere dei rappresentanti dei genitori durante i Consigli di Interclasse che si sarebbero tenuti il 15 novembre. Nessuna manifestazione è stata annullata semplicemente perché nulla era stato deciso”.

Gli insegnanti si rammaricano che “la situazione sia stata strumentalizzata per fini che non attengono ai principi che guidano da sempre la nostra scuola. Sono principi dettati dalla Costituzione, ispirati ai valori universali, dichiarati nei nostri documenti ufficiali e condivisi nei diversi livelli di rappresentanza, come sancito dalla legge sull’autonomia scolastica. Nel territorio, la nostra scuola rappresenta un punto di riferimento importante per la scelta di moltissime famiglie residenti in zona e non. La scuola è frequentata da bambini di tutte le provenienze (sociali, etniche e culturali) e l’accoglienza, la tolleranza, il rispetto, l’inclusione sono alla base della mission dichiarata dalla scuola, condivisa e agita da tutti gli insegnanti. Il clamore suscitato a Terni lascia sbigottiti e quanto scritto sulla stampa locale e nazionale non corrisponde, né nelle intenzioni, né nei fatti, a quanto accaduto. Quanto uscito sui social network ci scandalizza per la gratuità, l’aggressività, la volgarità, l’accanimento verso chi rappresenta la nostra scuola e di conseguenza offende anche noi”.

Noi abbiamo sentito proprio l’assessore leghista, prima della nota degli insegnanti: “Io non ho fatto una denuncia, ma ho espresso un’opinione sul social. Prima di tutto come mamma e cittadina, poi è chiaro che ricopro anche un ruolo istituzionale”. Il che ha ampliato la portata del sasso lanciato nello stagno. Sono intervenuti politici locali e non, da Matteo Salvini in giù. Chi a sostegno di Alessandrini, chi scagliandosi contro. “Io ho voluto esprimere il mio dispiacere dopo aver ricevuto tante telefonate da mamme che avevano chiesto alla dirigente scolastica di fare una recita natalizia meno laica, che rispettasse le nostre radici e le nostre tradizioni. E che si sono sentite rispondere no”.

Maria Elisabetta Mascio sui social ha ricevuto più insulti che altro. Tra chi chiedeva all’assessore di cacciarla via (e probabilmente non sa che non rientra certo nei poteri di un assessore) e chi le dava molto brutalmente della “comunista di m…”. Aveva già parlato ai giornali, la preside, precisando che la proposta ricevuta non era formale, ma semplicemente verbale: “Quindi non ho negato niente a nessuno. Un’insegnante mi ha sottoposto l’idea, ma io non intendo modificare di un millimetro le scelte della scuola, non mie. Senza dimenticare la Costituzione, laica”.

Valeria Alessandrini qualche giorno dopo le polemiche prova anche a fare da mediatrice: “Si potrebbe magari fare una recita con un presepe vivente composto dai bambini che vogliono partecipare, e dietro gli altri che fanno canti natalizi. Io sono per l’inclusione e sarebbe davvero meraviglioso riuscire a organizzare una recita di questo tipo. L’inclusione, dal mio punto di vista, non è negare qualcosa”. Si è sentita pure rispondere, l’assessore, che “le prove delle recite portano via tempo”: “Si possono insegnare delle battute sulla nascita di Gesù, magari sfruttando in questo periodo le ore di Religione. E per chi non le segue, ci sono canzoncine sul Natale da imparare”. Aggiunge: “Metteremmo insieme tre parole chiave: integrazione, inclusione e rispetto”.

I genitori stanno raccogliendo delle firme, così ci dice l’assessore: “Spero che possa servire a far cambiare idea alla dirigente scolastica. Se non accadrà, avremo qualcosa su cui riflettere. Esiste la libertà scolastica, ma io mi auguro che ci sia un ripensamento”. Non risponde a chi l’ha attaccata: “Tutti sono liberi di dire ciò che vogliono”. Si batte semplicemente per le sue idee: “Come mamma, moglie, insegnante, politica e assessore. Chiaro che quando parlo, parlano tutti questi ruoli insieme”. Le iniziative per il Natale ternano stanno prendendo vigore: “Avremo un presepe in Consiglio comunale. Ho istituito un concorso per le Primarie, grazie al sostegno di una grande casa editrice che regalerà alle prime tre scuole dei libri da mettere in biblioteca. Si chiama: ‘Immagina il tuo presepe…’, a parole o con immagini. Abbiamo preso contatti con Greccio”. Che potrebbe prestare al Comune di Terni parte della collezione di presepi del museo da esporre a Palazzo Spada (sede del Comune), al Museo Diocesano e alla Sala Pirro.

Infine: “Regaleremo al reparto di Pediatria dell’ospedale di Terni un presepe. Perché il Natale non va negato a nessuno, rispettando tutti”.

Dopo la nota delle insegnanti della scuola ternana, Valeria Alessandrini su Facebook ha deciso di postare ancora: “Un ringraziamento alle insegnanti della scuola ‘Anita Garibaldi’ per aver espresso la propria opinione in totale libertà, confermando l’esistenza di progetti e manifestazioni che poi, nel corso di una riunione, si è deciso (con mio grande rammarico) di non organizzare più. Mi auguro che, a partire dal prossimo Natale, si possano organizzare, nel rispetto di tutti i bambini di tutte le religioni, degli eventi che richiamino i reali valori del Natale di condivisione, rispetto e amore”. Per ora, tra repliche e controrepliche, abbiamo finito.