Canestrini (Centro Studi per la Pace): “In Italia siamo di nuovo senza diritti, quindi senza pace”

Canestrini (Centro Studi per la Pace): “In Italia siamo di nuovo senza diritti, quindi senza pace”

29 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il Centro Studi per la Pace nasce dall’idea di un gruppo di ragazzi iscritti alla facoltà di Giurisprudenza, ai tempi dell’intervento della Nato in Kosovo. Il presidente, l’avvocato Nicola Canestrini, precisa: “Raccogliemmo due milioni per la Missione Arcobaleno, che neanche sappiamo se poi sono arrivati alle popolazioni. Ma volevamo fare di più che solidarietà e allora fondammo il Centro. Eravamo in dieci. Abbiamo organizzato incontri, convegni, abbiamo fatto pubblicazioni”.

Pur essendo oggi un po’ fermo, il Centro Studi per la Pace continua a essere un punto di riferimento per quanti vogliono pubblicare tesi o leggere report. “Del resto, oggi in Italia ci rendiamo conto di come i diritti, che credevamo ormai fossero qualcosa di scontato, non ci sono. Salvare una vita umana da qualcuno viene visto come un crimine, ci si ferma a riflettere se bisogna farlo o meno. Manca il senso di uguaglianza, nel nostro Paese, così come abbiamo stampa non libera, magari senza la classica censura, ma tagliando i rubinetti dei contributi”.

Canestrini aggiunge: “La politica, il potere italiano è insofferente alle inchieste giornalistiche. Allora toglie legittimazione”. Non vuole però dare l’etichetta di ‘fascismo’ o ‘pre-fascismo’ a ciò che sta accadendo oggi: “Son passati 100 anni da quando nacque il Fascismo. Io vado cauto nelle definizioni. Sarebbe meglio parlare di problemi reali. Certo, una cosa va detta, stiamo rinunciando a parecchie cose, un passo alla volta”. La speranza dell’avvocato è svanita, lo ammette: “Sognavo che l’Italia avesse un sussulto quando è iniziato a passare il messaggio del razzismo, della xenofobia. Invece, pare che non ci si scandalizzi più di niente”. I social network hanno una parte delle colpe: “Non abbiamo l’antidoto contro le notizie false. Girano su internet fonti autorevoli e no, ma non facciamo distinzione. Crediamo a pincopallo.it come al Sole24Ore”.

Il Centro Studi per la Pace, insomma, “è una goccia per i diritti fondamentali. Io cito l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani: ‘Liberi e uguali in dignità e diritti’. Ma oggi manca la giustizia sociale e, senza questa, non ci può essere neanche la pace. Ci saranno sempre guerre, l’immigrazione incontrollata”. Amara un’altra considerazione di Canestrini: “La cooperante italiana rapita in Kenya è stata coperta di insulti. Eppure è andata ad aiutarli a casa loro”. L’Italia, “forse non tutti lo sanno, è inadempiente per quanto riguarda i finanziamenti per la cooperazione internazionale: destiniamo lo 0,2% del nostro Pil contro un limite dello 0,7% richiesto dall’Osce. Nel frattempo, però, destiniamo l’1,4% del prodotto interno lordo alle spese militari. Questa è chiaramente una scelta politica”.

Anche le modifiche sui diritti dei richiedenti asilo fanno storcere il naso al numero del Centro: “Fortunatamente c’è una Convenzione internazionale che non può venire cambiata con una norma. Le leggi di attuazione sì, però. Ed è stato limitato l’accesso al ruolo di rifugiato, il che porta a una diminuzione dell’inclusione. E a una conseguenza: avremo più clandestini e quindi anche più reati. E si potrà urlare ancora una volta al fatto che la delinquenza è colpa loro”. Un messaggio finale: “Dobbiamo restare umani, lo dico sempre. È l’unica cosa che possiamo fare. Siamo fortunati a essere dall’altra parte rispetto ai barconi, ma non dimentichiamo che una volta eravamo noi sulle navi e negli Stati Uniti non abbiamo esportato solo il buono, ma pure la mafia. Il migrante deve avere dignità di persona, sempre. E così torniamo all’articolo 1 che abbiamo citato”.