Fame nervosa, cause ed effetti

di Sabrina Falanga –

Certi consigli, è bene specificarlo, non si possono definire universali. Questo è perché ogni persona reagisce in maniera unica e individuale, in base alle proprie predisposizioni psicologiche e fisiche: anche nel caso della fame nervosa, quindi, nonostante esistano dei piccoli accorgimenti per stare meglio e sanare il problema, nessuno può dire di avere la bacchetta magica.

La fame nervosa è uno di quei malesseri di cui soffre la maggior parte della popolazione e consiste nella consolazione umorale tramite cibo, generalmente “cibo spazzatura” poiché dà una maggior soddisfazione. Non solo qualità: la fame compulsiva porta a mangiare anche in quantità eccessive, in maniera sregolata e questo può portare a problemi di varia natura, non solamente il rischio di ingrassare ma anche a quello di disturbi gastrointestinali, cardiovascolari o di contrarre malattie come il diabete.

Bisogna fare attenzione a non confondere la fame reale con quella nervosa: la seconda, perché di quella parliamo, non ha a che vedere con lo stomaco che brontola perché non abbiamo mangiato o perché ci siamo nutriti poco. Spesso, infatti, le persone scambiano la fame nervosa con quella reale, solo perché non si accorgono che, in realtà, hanno una dieta troppo povera che le porta ovviamente ad avere fame. La fame nervosa subentra generalmente quando siamo in stati ansiosi (negativi il più delle volte, ma può capitare che capiti anche in casi di grande gioia o emozione) ed è correlata alla scelta dei cibi che decidiamo di mangiare: non ci basta, infatti, sgranocchiare verdure crude o mangiare un frutto; la necessità, in quei casi, è proprio quella di mangiare il cosiddetto junk food, quindi patatine, cioccolata, biscotti, salatini, bevande zuccherate…

Per sconfiggere la fame nervosa è necessario, a volte, un apporto psicologico ma possiamo innanzitutto vedere come combatterla proprio attraverso il cibo: quando la fame compulsiva si fa sentire non è sempre facile resisterle con la sola forza di volontà, quindi si può iniziare a provare a “zittirla” mangiando, sì, ma alimenti sani.

Un buon consiglio è quello di tenere sempre a portata di mano uno yogurt e della frutta secca, che sono alimenti comodi anche da portare in ufficio. Sono cibi ad alto potere saziante ma con un ridotto apporto calorico: lo stesso vale per semi di girasole, di zucca, kiwi, arance, papaia, mandarini, carote e zenzero.

Un altro aiuto può arrivare dal momento in cui si fa la spesa: al supermercato evitiamo di acquistare quei cibi che sappiamo essere consolatori nei momenti più difficili. Lasciamo quindi sullo scaffale patatine e caramelle, a favore di un maggior acquisto di alimenti sani. Se avete difficoltà, può essere utile non andare da soli a fare la spesa o chiedere aiuto nel fare la lista: avere un elenco scritto di cose da comprare, infatti, può essere di grande utilità perché ci si concentra solo su quei prodotti e non si cade in tentazione passando da un reparto all’altro senza obiettivi precisi.

Tenere un diario alimentare, inoltre, può aiutarci a capire noi stessi: sul diario possiamo appuntare, quotidianamente, come è andata la giornata in modo da capire, con il tempo, se ci sia qualche correlazione tra le abbuffate e qualche motivo in particolare. In questo modo si può andare a lavorare direttamente sulle eventuali cause che scatenano i malumori e, quindi, la fame compulsiva.

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