Matteo Salvini ha unito l’Italia, altro che Giuseppe Garibaldi

di Alessandro Pignatelli –

Era il 2011 quando la Lega Nord voleva spostare quattro dicasteri da ‘Roma ladrona’ a Monza. Per fare un dispetto alla capitale. Son passati sette anni e l’Italia si è in un certo senso rovesciata. La Lega Nord si è ‘ripulita’ per fare bene pure al Sud, togliendo dunque la dicitura ‘Nord’. È rimasta la Lega, quella che oggi governa insieme al Movimento 5 Stelle, con consensi in crescita. È cresciuto Matteo Salvini che ha capito che bisognava agitare un altro spettro per penetrare pure al di là del Po. Basta dunque con gli attacchi ai meridionali sfaticati. Questi, da parte loro, sentendo parlare di reddito di cittadinanza hanno sviluppato una tale euforia da votare proprio Salvini, quello che avrebbe volentieri preso le ruspe per fare un muro tra il Nord e il resto dell’Italia. Sì, perché il Centro non gli andava a genio tanto quanto, Roma ladrona e quant’altro erano ‘ferite’ da ripulire in qualche modo.

Nel frattempo, in sette anni, pure al Centro si sono dimenticati delle invettive del Carroccio contro Roma. Tanto che adesso proprio la Città Eterna ospita spesso il vicepremier e ministro degli Interni. Salvini ha fatto un’operazione di marketing che ha funzionato molto meglio di quella militare di un certo Giuseppe Garibaldi. Questi entrò da Porta Pia e credette successivamente di unificare l’Italia, con l’aiuto dei Savoia; Salvini non ha avuto bisogno dei mille, gli è bastato parlare del ‘prima gli italiani’, ‘aiutateli a casa loro’, ‘lo straniero delinque’ per unificare l’Italia. Da Nord a Sud, passando per il Centro e il potere (che si è preso): tutti contro il migrante. Porti chiusi. Guerra con l’Europa. Messaggi su Facebook, video, parole da duro. Salvini è piaciuto in Sicilia come in Umbria, a Venezia come a Bari. Tutti con la memoria corta o forse felici di non essere più i più bersagliati. Sì, quello che succede quando vai a scuola e sei un po’ asino. Tutti, insegnanti in particolare, contro di te. Poi arriva finalmente un compagno nuovo, che ne sa meno di te. E allora diventa lui l’asino. E pure tu, che eri prima un somarello, dai contro l’ultimo della classe. La maglia nera. Dimenticando cosa significhi.

Gli abitanti del Centro, del Sud e delle Isole hanno fatto proprio così. Si sono sentiti ‘liberati’ dal peso di essere l’ultima ruota del carro. Perché adesso ci sono i clandestini, che ci rubano il lavoro, la moglie, il pasto. Forse pure la bicicletta. E se lo fanno loro, automaticamente noi diventiamo vittime, non più coloro che delinquono, la feccia, gli ‘africani’ pur vivendo in Sicilia. Salvini li ha redenti come fosse il Papa, vuoi che non lo amino ora? A Roma, che era ‘ladrona’, ora ha portato onestà, insieme ai pentastellati. Vuoi che dal Colosseo a piazza Venezia non lo considerino colui che farà pure il miracolo di sistemare le buche? Sì, ok, qui è Virginia Raggi che comanda, ma Salvini è pur sempre alleato. E poi è in rimonta. E poi sarà il prossimo premier, magari presidente della Repubblica. Dittatore, con delega a tutti i dicasteri. Chiuderà porti e frontiere. Trasformerà l’Italia in un Paese autoctono. Che non ha bisogno di nessuno, neanche dell’Europa. Magari chiederà di fare tanti figli e di non dare nomi che non siamo italianissimi. Può darsi pure che si sposti a piazza Venezia. Che faccia adunate oceaniche. Che si prenda i giornali, lasciandoli a secco di contributi. Dite che questo è l’obiettivo di Di Maio? Sì, ma lui non può competere. È un ‘buono’, capitato nel Paese dei balocchi insieme al gatto e alla volpe. L’altro, invece, ha unito l’Italia, ha redento meridionali e coloro che erano impuri perché vivevano al di sotto delle sacre sponde del Po. Lui può tutto. Se solo volesse, trasformerebbe pure l’acqua in vino. Ma per i miracoli è ancora presto. Accontentatevi di essere tutti ‘italiani’. Di venire prima dello straniero (meglio se di colore). Di poter venire al Nord e affittare casa anche se siete di Salerno perché oggi la madamine e le siure affittano ai meridionali, solo agli extracomunitari no.

Poi, però, alla fine, fatevi un giro in Centro, una gita nel Nordest, un viaggio di piacere a Nordovest, prendete il traghetto per le Isole, affittate un agriturismo in Toscana. Scoprirete che chi odia, può cambiare soggetto dell’odio, ma non tipo di sentimento. E un giorno, chissà, se gli tornerà comodo potrà tornare a sparare sui fannulloni, sui ladroni. E seguire Trump, costruendo un bel muro tra Cremona e Piacenza. Voi lo avrete legittimato a farlo. Perché vi ha convinto con quel suo parlare un po’ da capo un po’ da santo. E poi è pure umano, ha appena rotto con la sua fidanzata. Nonostante tutto, continua a occuparsi di unire l’Italia e aizzare gli italiani di ogni latitudine contro il nero.

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