Sfido il cancro camminando. E raccontandolo

Sfido il cancro camminando. E raccontandolo

29 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Se cammino vivo.

Basterebbe questa frase per descrivere la vita di Andrea, che è – mica a caso – il titolo del libro che ha scritto, per raccontare la sua storia.

È stato l’oceano, a dirglielo: non ti fermare. E lui l’ha ascoltato.
Sono 18mila e 500 i passi che Andrea ha fatto, fino a oggi. Percorsi fatti di pellegrinaggi, incontri, tappe e obiettivi: una strada costellata di fatiche e non si parla solo di quelle legate al suo camminare. Ma al motivo per cui ha deciso di iniziare a farlo.

È il 18 ottobre 2013: Andrea viene portato al pronto soccorso di corsa e da quel momento inizia il calvario. Gli viene diagnosticato un tumore, un adenocarcinoma alla testa del pancreas in stato avanzato e non operabile, al quale fanno seguito sedici mesi di chemioterapia: sedici, come gli anelli che oggi porta sempre con sé proprio per ricordare quello che ha vissuto. Perché se è vero che certe esperienze non le si vorrebbe mai fare, è anche vero che, una volta fatte, non le vuoi dimenticare: perché ti hanno forgiato, cambiato, reso quello che sei oggi. O come per Andrea, hanno modificato l’intero corso della tua esistenza.

Andrea decide che avrebbe camminato quando ancora era sul letto d’ospedale ed è stata proprio questa decisione, racconta, che oggi è ancora in vita. Ecco come nasce “Se cammino vivo”,

«Sono arrivato fino all’oceano a piedi e ho un cancro inoperabile. L’ho gridato davanti all’oceano e lui mi ha risposto: sei un pazzo, ma non ti fermare. Il cammino di ogni malato inizia con la diagnosi, sta poi a lui decidere in che direzione andare. Non importa la direzione o la strada che si farà: importa solo “come” la si farà. Qualcuno l’ha detto molto prima di me: ogni cammino inizia con il primo passo».
Andrea ha iniziato subito a camminare: prima con il tragitto casa-ospedale fino a compiere grandi cammini, come il Cammino di Santiago, la Via Francigena. Nel mentre, le pause per le terapie, per riprendere le forze. Senza fermarsi mai, come gli ha chiesto l’oceano di fare, nonostante la malattia: «Perché se di cancro di muore – dice Andrea -, pur si vive».

‘Se Cammino, vivo’ Ediciclo Editore
Foto per esclusivo uso editoriale
FOTO ANTONIO ROS

Oggi il contapassi dell’uomo segna più di 10mila chilometri.

Obiettivo di Andrea non è solo quello di raccontare la sua esperienza: è anche quello di togliere al cancro l’identità di tabù, perché è una parola che fa paura, che anche i medici a volte fanno fatica a pronunciare ai loro pazienti. «Non voglio compassione, trovo che raccontarsi sia semplicemente un modo dignitoso per vivere questa cosa, senza nascondermi, senza tenere tutto dentro. Più di una persona mi ha invitato a scrivere la mia storia e ho capito che poteva essere un’occasione per più motivazioni».

E lo fa anche attraverso i Social e il Web, dove lo si può seguire: sulla sua pagina Facebook, “Andrea Spinelli Se cammino vivo”; sul suo blog, andreaspinelli.it dove spiega che «il mio cammino prosegue e se ci saranno soste dovute al tumore, racconterò anche quelle, fino a quando ne avrò la forza».