Aggressioni e violenze: una settimana nera

Aggressioni e violenze: una settimana nera

6 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

La settimana di cronaca di Cosmo ha inizio giovedì 29 con l’arresto di un educatore a Pero, nel Milanese. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri l’uomo, di 64 anni, avrebbe maltrattato in almeno 42 casi i bambini tra i due e i cinque anni che gli erano stati affidati. Le indagini erano state avviate all’incirca un mese prima, con il posizionamento di telecamere. Le immagini mostrano i bimbi strattonati, schiaffeggiati e vittime di atteggiamenti aggressivi. L’educatore è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di minori.

• Venerdì 30 un’importante operazione nella zona di Foggia ha visto impegnata una vasta task force di Carabinieri e Polizia, per un totale di oltre duecento operatori. Si è trattato, secondo gli inquirenti, di una delle più significative operazioni antimafia condotte negli ultimi anni nella provincia. Le ipotesi di reato sono quelle di associazione di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsione e reati legati alle armi.

• Sabato 1 dicembre è stato segnato da un fatto di cronaca allarmante: un uomo è stato aggredito sul treno da un gruppo di giovani per avere “osato” rimproverarli. I ragazzi, infatti, stavano occupando più posti del necessario malgrado la carrozza fosse sovraffollata. È successo sulla linea tra Lecco e Milano. L’uomo, un 55enne, ha subito la frattura di un’orbita oculare. Tre ragazzi, tra i 18 e i 25 anni, sono stati arrestati per lesioni aggravate in concorso, mentre altri due sono stati denunciati a piede libero.

• Domenica 2 dicembre occhi puntati sulla Francia, dove prosegue la rivolta dei cosiddetti “gilet gialli”, che protestano innanzitutto contro l’aumento delle tasse sul carburante. Il presidente Emmanuel Macron, dopo avere visitato la zona dell’Arco di Trionfo per rendersi conto personalmente delle conseguenze dei disordini, ha chiesto al primo ministro di potere incontrare i leader del movimento di protesta. È stato intanto valutato l’avvio dello stato di emergenza.

• Lunedì 3 dicembre è arrivata la notizia di una tragedia familiare: una donna di 26 anni è stata arrestata dalla Polizia con l’accusa di avere ucciso il figlio di tre mesi. I fatti risalgono al 14 novembre: il bimbo, ricoverato in ospedale, non ce l’aveva fatta e si era spento il giorno dopo. Inizialmente, la donna aveva sostenuto che si fosse trattato di un incidente: ha raccontato di una caduta accidentale mentre lo teneva in braccio. Secondo gli inquirenti, invece, il bimbo sarebbe stato scosso con violenza e gettato a terra.

• Martedì 4 si è sfiorato il dramma con un’aggressione. All’ospedale di Crotone, una donna, alla fine del suo turno di lavoro come medico, è stata aggredita da un uomo con un cacciavite. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo l’avrebbe ritenuta responsabile per la morte di una familiare. Colpita al collo, è stata ricoverata in codice rosso, ma non risulta in pericolo di vita. A scongiurare il peggio è stato un venditore ambulante di origine straniera, che è intervenuto per fermare l’aggressione.