Al Centro si sdrammatizza su tutto, ma non è menefreghismo

di Alessandro Pignatelli –

Oggi prendo in prestito una frase dell’attore Paolo Rossi per raccontarvi com’è l’Italia, le differenze tra Nord, Centro e Sud. Disse il nostro: “Il mio Paese è l’Italia. A ovest a sud e a est è bagnato dal mare, a nord dalle montagne. I mari stan fermi immoti, le montagne ogni tanto scivolano. Il mio Paese ha dei problemi interni ed esterni. Al Sud ci sono le autobombe, a Est le alghe, a Nord le tangenti, a Ovest gli incendi e al Centro Antonello Venditti”.

Frase d’altri tempi, ma che sta a significare una cosa ben precisa: ovunque ci sono problemi, al Centro riescono a sdrammatizzare spesso e volentieri. Un romano riesce a scherzare persino sulle buche e sull’immondizia sotto casa. E non perché non li riconosca come problemi, ma perché pensa che se da solo non li può risolvere – e chi dovrebbe non lo fa – allora tanto vale scherzarci un po’ su. Magari citando proprio Venditti come problema principale. Non so se ricordate il film ‘Jhonny Stecchino” quando a Roberto Benigni viene detto che la piaga principale della Sicilia è il traffico. Ecco, siamo lì.

Pure dei ‘morti altrui’, in fondo, a Roma apparentemente se ne infischiano. Tanto che ‘li mortacci’, nella versione ‘tua’, o ‘sua’, è diventato un intercalare. Mi aggancio al triste episodio di Firenze in cui alcuni ‘idioti’ hanno scritto sui muri dello stadio ‘Franchi’ frasi orribili contro Gaetano Scirea e coloro che perirono durante la finale di Champions League tra Liverpool e Juventus. Ecco, in un certo, sono ‘morti altrui’ anche quelli. Con la differenza che a Roma ci si scherza su, ormai il significato originario non è più neanche un insulto, ma un modo per dire ‘accipicchia’. A Firenze, invece, si voleva proprio offendere la memoria di chi era semplicemente della squadra rivale e quini andava offeso, anche se ormai da un’altra parte.

Torniamo a sdrammatizzare però. Si prova a farlo, al Centro, anche con le tragedie. Tipo l’alluvione piuttosto che il terremoto. Sì, se venite da queste parti, a volte vi capiterà di pensare che qui nessuno si (vi) prende sul serio. Che le battute sono all’ordine del giorno e bisogna starci perché loro ci stanno. Non si offendono. Non sono permalosi. E pensano dunque che non lo siate neanche voi. Pure se arrivate da Brescia piuttosto che da Battipaglia. Tornando al sisma, c’è un proverbio che dice: “Quando balla madre terra ballano tutti”. In fondo, è un modo come un altro per sdrammatizzare, quasi rendere festosa la scossa. In fondo, è un tentare di affrontare anche le cose gravi accennando un sorriso. E pensando: “Peggio di così non potrà andare”. Una filosofia. Non menefreghismo.

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