Beatrice Sparacino (myWorld): “Cashback conviene a tutti, ecco perché”

Beatrice Sparacino (myWorld): “Cashback conviene a tutti, ecco perché”

6 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Si può definire una nuova professione. O meglio, la professione del futuro. Stiamo parlando del networker, lo sviluppatore di community che si occupa di cashback. Una di queste è myWorld, nata dall’azienda austriaca Lyoness, che oggi arriva in 47 Paesi. Beatrice Sparacino è per l’appunto una sviluppatrice del sistema. E ci parla di cashback partendo dalle basi.

“Letteralmente, per chi mastica un po’ di inglese, significa ‘denaro indietro’. Ai clienti viene offerto un servizio: invece dei bollini o dei borsoni che vinci dopo un tot di acquisti, si riceve indietro contante sugli acquisti fatti. Uno dei network che ha ideato questo nuovo modo di stare sul mercato è stato Lyoness. Negli anni, questa pratica è piaciuta, oggi sono tante le aziende e i circuiti di credito che stanno adottando il cashback”.

Entriamo ancora più nel merito: “myWorld è un circuito d’acquisto. I clienti ricevono una tessera, fisica o virtuale (grazie all’app), e con questa vanno nei negozi convenzionati, che possono essere piccoli o far parte della grande distribuzione o essere addirittura virtuali. Comprano qualcosa spendendo una cifra – per esempio 100 euro su cui viene applicato il cashback, ossia una parte di quei 100 euro gli verrà riaccreditata – e, dopo un tot di giorni e al raggiungimento della soglia di 10 euro, gli viene fatto un bonifico sul conto corrente della cifra raggiunta”.

I vantaggi sono per il compratore, che riceve una sorta di sconto sotto forma di restituzione del denaro, per l’azienda, che acquisisce visibilità in tutto il mondo, per myWorld stesso, che riceve una commissione per ogni transazione effettuata. “Ai 47 Stati in cui oggi arriva il network, entro il 2019 si aggiungeranno 5 nuovi Paesi, tra cui il Giappone” precisa un’entusiasta Beatrice Sparacino. “Il cliente che scarica l’app può trovare l’azienda più vicina convenzionata grazie alla geolocalizzazione”. La tessera diventa una sorta di fidelizzazione: “L’azienda può mettere sulla carta il proprio logo, che diventa una sorta di biglietto da visita da far girare nel mondo”.

Non è tutto: “Abbiamo calcolato che l’imprenditore che aderisce al network può aumentare il suo fatturato anche del 30%”. Le stesse aziende possono ricevere a loro volta sconti sui prodotti che acquistano (fino al 10% in meno): “Facciamo l’esempio di un ristorante. Acquista mozzarelle e farina, ma una parte di ciò che ha speso gli torna indietro. E ciò che gli torna nelle tasche è già tassato alla fonte, con un’aliquota agevolata del 17,94%. Non solo: questi proventi non fanno cumulo sul reddito, per cui non si pagano ulteriori tasse. Del resto, sono tassati già alla fonte”.

Oggi myWorld ha 11 milioni di clienti in tutto il mondo, ma le cifre si aggiornano quotidianamente. In Italia, sono 1,5 milioni. “Lyoness è nata nel 2003, nel 2010 è stata aperta anche in Italia. Come ogni network, inizialmente c’è stata una crescita più lenta, successivamente un vero e proprio
boom. Se a fine 2014 erano circa 5 mila le aziende affiliate, a fine agosto 2018 siamo passati a oltre 15 mila”. Il che significa che “la percentuale di presenza in Italia è altissima! Siamo 1/47 del mondo eppure circa 1/7 in termini di presenza nel circuito e diffusione del sistema sul nostro territorio. Credo sia sintomatico del fatto che questo sistema sta dando una risposta concreta a quelle che sono le esigenze dei clienti e delle aziende, oltre al fatto che a livello legale e fiscale il sistema risulta particolarmente interessante”.

Cosa significa essere una sviluppatrice del network? “Metto in comunicazione chi compra e chi vende. E poi seguo l’azienda che si è appena iscritta, do consigli, spiego il meccanismo. Per me la

passione è di vecchia data: i miei genitori avevano un’azienda e si sono convenzionati come impresa a Lyoness. Hanno ricevuto molti benefici, per esempio alcune commesse per 170k euro solo nei primi 3 mesi dall’ingresso nel circuito. Per una piccola azienda locale è una cifra considerevole. Io ho conosciuto il mondo BNI e quello delle relazioni. Ho scoperto un sistema davvero innovativo, ho studiato, ho fatto formazione in marketing relazionale, me ne sono occupata e me ne occupo tuttora anche come professionista. Successivamente, alcune persone che stavano costruendo un team ad Asti mi hanno riavvicinato a myWorld, e in primis la mia famiglia e mio padre che hanno approfondito e apprezzato nel tempo il sistema e la struttura dell’azienda. E così sono partita, e oggi a distanza di poco tempo abbiamo già creato su Vercelli una bella squadra con diverse aziende in avviamento. Mi ci è voluto un attimo a comprendere a fondo il sistema, che non è solo fatto di sconti. Si tratta di una vera azienda etica, consolidata e molto innovativa. Ai clienti concede risparmi, alle aziende opportunità”. Come detto sopra, per ogni transazione il network riceve una commissione pari all’1– 1,5%.

Come si conquistano le aziende clienti? “Spesso con il passaparola. Oggi però sono in molte a cercarci autonomamente”. Due i progetti in cantiere: “Uno si chiama myworld.com, ed è un marketplace stile Amazon. Le aziende, anche quelle piccole e locali, avranno un luogo online in cui pubblicizzare i loro prodotti. Sarà sufficiente pagare l’1% in più su quello che vendono, ma possono sfruttare un canale di comunicazione e anche di distribuzione. L’azienda myWorld si occuperà anche di gestire la distribuzione dei prodotti degli affiliati tramite la propria rete di grande ampiezza”. Se negli Stati Uniti siamo già alla seconda generazione che si occupa di network, in Italia possiamo definirla una pratica ancora agli inizi: “Ma diventerà il sistema del futuro. Conviene a tutti. Il mondo economico è basato sulle relazioni. Ma questo specifico tipo di distribuzione, a mio avviso, è destinato a crescere e diffondersi anche in altri contesti proprio per via della sua efficacia. Il passaparola, in buona sostanza, è la forma di marketing più efficace. E anche perché concretamente la distribuzione tramite la rete (il net-working insomma) è la forma più conveniente, basta guardare alla tassazione e alla flessibilità del sistema, sia per l’azienda che per il networker”.

Il secondo programma in cantiere si chiama e-Credits: “Le aziende potranno scegliere se essere pagate con moneta reale o con moneta virtuale”. Questo nuovo sistema andrà ad affiancare quello tradizionale bancario, consentendo il passaggio diretto di “valore” tra chi compra e chi vende all’interno del circuito, tra il cliente e l’azienda presso cui viene effettuato l’acquisto, evitando le transazioni intermedie. “Questa modalità rende il sistema più veloce, trasparente ed economico, per cui ci aspettiamo che in modo spontaneo il mercato si orienterà sempre più in questa direzione”.

E qui entriamo nel mondo del blockchain, altra tendenza in atto in Italia e non solo. A conferma che bisogna prendere sempre più confidenza con pratiche e termini esportati dai Paesi stranieri. Come myWorld, azienda nata in Austria: “Il sistema è più europeo e ‘vicino’, sia geograficamente che concettualmente, a ciò che siamo e che ci rappresenta”.