Quanto ci costa il decreto sicurezza?

Quanto ci costa il decreto sicurezza?

6 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Federico Bodo –

Sono passati pochi giorni dall’approvazione del Decreto Sicurezza di Matteo Salvini e cominciano subito a emergere le prime vittime dirette del provvedimento sull’immigrazione. Le Prefetture, diretta emanazione del Ministero dell’Interno, applicando possiamo dire alla lettera il Decreto cominciano già ad escludere dai programmi di accoglienza, sia CARA, CAS, che SPRAR i titolari di Protezione Umanitaria: questo particolare tipo di protezione viene concessa dal Questore del territorio di riferimento, e il Decreto Salvini la elimina, sostituendola con una Protezione Speciale per motivi molto precisi e stringenti. Il concetto è chiaro, pare non sia più necessario fornire un percorso di integrazione e alcuni servizi alla persona a coloro che non avranno più diritto di restare in Italia.

Qui nasce il problema, ed è bene sottolinearlo: l’Italia non ha abbastanza fondi per rimpatriare tutti gli irregolari e i futuri irregolari (seppure incrementati proprio dal Decreto Salvini), ma soprattutto lo Stato Italiano ha stretto accordi internazionali per i rimpatri con pochissimi paesi africani e asiatici, ad oggi in essere pressoché solo con Marocco, Tunisia e Nigeria. Questo tipo di accordi nella pratica consistono nel pagare ingenti somme ai Paesi a cui si vogliono rimpatriare determinati irregolari, aumentando la spesa pubblica in modo considerevole per avere in cambio qualche migliaio di irregolari rimpatriati, sempre a nostre spese. Il tutto, se non guardiamo all’impatto sociale, è decisamente più oneroso del sistema di accoglienza in vigore oggi.

In generale dunque il ragionamento del nostro Ministro dell’Interno ha una sua validità, seppure possa essere politicamente condiviso o meno: specifichiamo meglio chi ha diritto ad una protezione sul nostro Paese, e rimandiamo indietro tutti gli altri. Ma è proprio qui che in maniera elementare, banale e infantile casca l’asino: se nella realtà dei fatti non possiamo rimpatriare chi non viene considerato meritevole di una protezione sul nostro territorio, questi rimarranno nel nostro Paese, producendo lavoro nero e microcriminalità, perché si sa che se una persona ha fame mette in campo tutto se stesso per trovare qualcosa da mettere sotto i denti. E’ talmente ovvio e scontato che ad esser maliziosi qualcuno potrebbe pensare che il Governo attuale abbia come obiettivo proprio l’aumento della criminalità, oggi bassissima, degli immigrati irregolari sul nostro territorio. Chissà, forse per cavalcare ancora una volta l’argomento in campagna elettorale e guadagnare consensi.