Drusilla Coan: il prodigio del powerlifting

Drusilla Coan: il prodigio del powerlifting

6 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

«I miei genitori lo vedono bene, perché mi hanno supportato in qualsiasi sport. Ho una struttura che tende facilmente a metter su massa quindi fin da piccola avevo queste “spallone”, anche quando sciavo. Ho sempre intorno a me persone che mi accettano se no non mi circonderei di esse, poi sto con un ragazzo che fa il mio stesso sport. Quindi la vivo bene, poi so che certe ragazze non se la stanno benissimo perché vengono viste male. Mi dispiace, però bisogna sapere ignorare certi cliché senza senso e senza fondo. Anche perché, basta vedere alle gare: ci sono bellissime ragazze, soprattutto in ambito internazionale, si può notare che è uno sport che non rende per niente maschili».

Diciassette anni da compiere ma già una maturità da campionessa, sentendo queste prime parole durante la nostra chiacchierata. Lo sport della friulana Drusilla Coan è il powerlifting. Uno sport in crescita, con regole differenti rispetto al cugino sollevamento pesi, ha il suo habitat nelle palestre. Drusilla ha iniziato da poco a praticarlo: «Un anno e mezzo fa mi hanno detto che avrei potuto fare powerlifting perché sono portata diciamo per struttura. Facevo già qualcosa ma niente di che, poi ho iniziato a farmi seguire seriamente. Ho sempre fatto molti sport in vita mia, poi ho avuto un periodo dove ho mollato per un po’ di problemi e poi ho iniziato a far palestra ed ho scoperto il powerlifting, che è più a portata di mano come sport di per sé. Con il coach mi alleno a distanza, però mi segue online, e vado da lui una volta ogni tanto per farmi vedere. Diciamo per la mia opinione il sollevamento pesi è un po’ più difficile perché, una volta era più diffuso, adesso nelle palestre va molto più di moda il powerlifting ed ed è molto più a portata di mano». Per avere iniziato da così poco tempo, i risultati sono già eccellenti: «Ho vinto l’anno scorso a dicembre, ho fatto record di panca, in realtà io ho già 17 record italiani ed uno europeo. Le vincite più importanti sono state a giugno e ottobre di quest’anno che sono arrivata prima agli Italiani e poi recentemente agli Europei, seconda sul totale delle partecipanti, dove ho sollevato 125 kg di squat, 92,5 kg di panca (record europeo), 152,5 di stacco, nella categoria -62 kg». Quella dell’Europeo in Lituania della scorsa settimana è stato vissuto da Drusilla appieno: «Devo dire che è davvero bellissimo, è una nuova esperienza, sei un posto estero, lontano da casa che a molti spaventa ma a me ha stimolato a dare di più perché ho detto “Cavolo che bello, su una pedana internazionale è molto bello”. Poi, tutta gente che non conoscevo ed ho fatto amicizia con qualche ragazza che gareggiava contro di me, qualche allenatore e ho parlato un po’ in inglese. L’ho vissuta molto bene ed ero molto tranquilla in gara. Posso dire che mi sono commossa sul podio.

Non si vedeva dalle foto però la lacrimuccia mi è scesa, perché è sempre stato il mio sogno in qualsiasi sport facessi l’andare sul podio con la divisa della Nazionale». Una ragazza dal temperamento agonistico: «Non penso a nulla, sono proprio fredda, cerco di eliminare tutte le emozioni superflue, penso solo a fare le alzate. Il mio soprannome è “Killer Chihuahua”, perché sono piccola ma abbastanza rabbiosa. Mi hanno sempre detto: “sei piccola, ma hai una rabbia da vendere, sei proprio un chihuahua incazzoso”. Infatti, l’alzata che mi dà più soddisfazioni è quella in cui sono più scarsa, cioè lo squat, che è quella che mi fa dannare di più in tutte le preparazioni, ed infatti è una soddisfazione mettere sempre quel mezzo chilo in più. La preparazione in sè è una bellissima cosa. È una cosa difficilissima da tenere a livello mentale però quando fai la gara ed il risultato c’è dici “tutti gli sforzi che ho fatto per arrivare fino a qui sono serviti” e lo pensi quando sei sul podio, quindi credo che il percorso sia fondamentale per crescere ma anche fondamentale per avere soddisfazione in quello che fai». Il futuro è incerto. Certo è che, però, la grinta di Drusilla potrebbe fare ancora sognare: «Spero di essere riconvocata in futuro per una gara in specialità di panca internazionale. A livello nazionale, punto alle solite gare che faccio, quella di stacco a febbraio, poi quella completa di giugno, un’altra di panca a luglio, le finali a ottobre e poi dipende se vengono convocata in Nazionale. ». dal punto di vista personale, la chiara confusione dell’adolescenza: «Non so cosa mi riserverà il futuro. Adesso faccio questo però chissà se mi appassionerò a qualcos’altro. È proprio una domanda difficile. Sono al quarto anno di alberghiero e studio sala vendita per ora. Diciamo che personalmente ritengo il ruolo dell’allenatore abbastanza difficile, come fare l’atleta e l’allenatore insieme. Se un giorno volessi diventare una coach dovrei prendere a monte una scelta, personalmente non lo so ancora. Sarebbe sì, lavorare in una palestra e magari portare il verbo del powerlifting in giro»