L’astronauta Umberto Guidoni: le imprese spaziali e il progresso dell’umanità

L’astronauta Umberto Guidoni: le imprese spaziali e il progresso dell’umanità

6 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Due missioni spaziali sulle navette “Columbia” (1996) ed “Endeavour” (2001), il primo europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale, il terzo astronauta italiano in ordine cronologico. Fa un certo effetto parlare con Umberto Guidoni. Tono calmo e amichevole, accompagnato da un viso sempre sorridente, attualmente l’astronauta si occupa di divulgazione scientifica e molte altre attività. Parlando con lui sono emersi, oltre ad una preparazione straordinaria, una capacità non comune di raccontare anche argomenti più difficili, sempre con una vena di simpatia. Abbiamo parlato di spazio, tecnologia, Marte e umanità, di cui ha dato il suo punto di vista dall’alto di quel monumento quale è un astronauta come Guidoni.

Marte protagonista delle cronache attuali: perchè è così importante studiare questo pianeta?
Intanto perchè è il pianeta che, nonostante sia diverso dal nostro, ha caratteristiche che lo rendono potenzialmente abitabile. Marte ha una debole atmosfera, temperature non spaziali, nonostante faccia freddo, non è molto più freddo di quanto possa essere l’Antartide. Quindi è un ambiente tutto sommato ragionevole per eventuali insediamenti umani. Poi Marte ci racconta un po’ la storia di come si sono formati i pianeti di tipo terrestre. Marte e la Terra hanno probabilmente origini simili, con la differenza che Marte ad un certo punto non si è più evoluto. Ad esempio, l’ultima missione che abbiamo mandato, InSight, studierà il suo interno che probabilmente è rimasto così da miliardi di anni, quindi ci può dare qualche indicazione su come era la Terra qualche miliardo di anni fa. È un po’ come studiare la storia del nostro pianeta utilizzando Marte, che è una specie di museo.

Perchè Marte e non la Luna?
La Luna è un corpo celeste completamente diverso. Anche se in origine era un pezzo di Terra, che nella fase di formazione era stata colpita da un oggetto più o meno grande come Marte, che ne ha staccato un pezzo significativo. Alla fine si sono mescolati, sia la Terra che questo pianeta, dando vita da una parte alla Luna e dall’altra alla Terra che si era ricomposta, come quella che conosciamo oggi. La Luna come composizione chimica è molto vicina alla Terra, ma non ha atmosfera, non ha praticamente nessuna attività interna vulcanica. È molto più vicina, ma è anche meno interessante. Tuttavia oggi sembrerebbe che la Luna sia la prossima destinazione, quella più immediata. Probabilmente vi si costruirà una base nel prossimo decennio, che potrà servire come prova generale per il viaggio verso Marte, oltre che come stazione di rifornimento, per andare verso destinazioni più lontane come il pianeta rosso, o per esempio gli asteroidi e così via.

Molti pensano che le missioni spaziali non siano fondamentali, perchè invece lo sono?
Studiare l’Universo in generale è molto importante perchè ci fa capire come funziona il Cosmo in cui siamo immersi. Non siamo qualcosa d’altro, siamo all’interno di questo Universo. Il nostro pianeta è uno come tanti altri. Quindi capire come si sono evoluti i pianeti, come si evolvono le stelle è una cosa che ci serve dal punto di vista culturale, quanto meno per capire in che contesto viviamo. Direi che lo spazio ha un vantaggio in più ed è quello che dovendo le missioni affrontare le insidie dello spazio, che vanno da temperature estreme, a radiazioni, con la mancanza di un’atmosfera in tutto questo, si è costretti a sviluppare tecnologie che magari sono costose per la Terra, e che quindi nessuno avrebbe interesse a fare, ma che di fronte al fatto di dover fare missioni spaziali, questi costi vengono affrontati. Una volta che queste tecnologie sono messe a punto vendono utilizzate anche sulla Terra. La fase di sviluppo in qualche modo viene pagata dalle necessità spaziali. Ce ne sono tanti di esempi. Quello che mi viene più ovvio è che se uno pensa alle missioni lunari. L’anno prossimo saranno i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, nella tecnologia usata ai tempi dell’allunaggio i calcolatori erano grandi come armadi. Hanno dovuto fare degli sforzi notevoli, per fare entrare un calcolatore, anche rudimentale, dentro al modulo che poi sarebbe atterrato sulla Luna, che era poco più grande di una cabina telefonica. Quindi uno sforzo di miglioramento, che dopo 50 anni ha portato ai telefoni intelligenti, gli smartphone, e a tutto quello che conosciamo. Oggi abbiamo in tasca un computer che è migliaia di volte più potente di quello che ha portato gli uomini sulla Luna. Però l”inizio di quel processo è 50 anni fa, perchè c’era un obiettivo, fare arrivare gli uomini sulla Luna. Analogamente, molte delle tecnologie come i pannelli solari, quelle per produrre energia, per far funzionare le celle e le sonde che mandiamo su Marte, un giorno ci torneranno utili anche sulla Terra. Basti pensare che semmai costruiremo un insediamento su Marte, dovrà essere efficiente dal punto di vista energetico. Faccio un esempio: le astronavi sulle stazioni spaziali non hanno una lavatrice, perchè sarebbe troppo costoso svilupparla, ma per un certo periodo ci hanno lavorato. Avevano sviluppato una lavatrice in grado di lavare con cinque litri d’acqua totali, contro il quadruplo dei litri utilizzati da una comune. Ciò per dare un’idea di quanto di questa tecnologia sia utilizzabile sulla Terra.

Sarà mai possibile davvero vivere su altri pianeti? Si sta lavorando ad un piano di salvezza dell’umanità?
Sicuramente qualcuno ha pensato che la tecnologia che ci serve per andare nello spazio e arrivare su altri corpi celesti, per costruire degli insediamenti, dei posti in cui la gente possa vivere, potrebbe essere in effetti un’assicurazione sulla vita della nostra specie. Non dei singoli, ma della nostra specie in caso in cui la situazione sulla Terra dovesse degenerare. Io mi auguro che non sia questa la ragione per cui andiamo nello spazio. Non c’è dubbio che alcune tecnologie ci possano aiutare qui sulla Terra. Quindi invece di sacrificare il nostro pianeta, possiamo cercare di salvarlo finchè siamo in tempo. Però non c’è dubbio che l’idea che un giorno si andrà a vivere nello spazio è un’idea reale, anche se oggi non è praticabile, magari lo sarà fra 50 anni. Rimane comunque un’aspirazione. Spero, come ho detto, che questo non sia sotto la pressione di una situazione drammatica che si sta determinando, ma frutto di una libera scelta, un po’ come è stato nei secoli scorsi quando l’umanità ha affrontato le insidie degli oceani per andare a scoprire nuove terre, nuove possibilità e da lì è nata una nuova cultura, nuovi Stati, nuove società completamente diverse. Penso che la stessa cosa possa accadere quando gli uomini si insedieranno su Marte: saranno un altro esperimento sociale, politico ed economico diverso da quello terrestre. In questo senso l’umanità è andata avanti anche attraverso l’esplorazione, attraverso la conoscenza di quello che c’era oltre ai confini conosciuti e credo che lo spazio sia la stessa sfida che l’umanità ha sempre affrontato sulla Terra, spostata ovviamente in un oceano molto più grande di quelli terrestri.

Lei partirebbe per Marte nel caso si potesse e potesse?
Io ho un po’ superato l’età, parliamo di una missione su Marte tra 20-30 anni e mi sembra un po’ al di là della mia capacità. Però se avessi l’età della generazione corrente, io penso che lo farei senza alcun dubbio. Credo che una delle motivazioni per cui sono diventato astronauta sia proprio quella di andare su Marte, lo avrei voluto, ma sono arrivato un po’ troppo presto, sarà la sfida della prossima generazione, mentre troppo tardi per la Luna, perchè era già successo. Il dato interessante è che probabilmente gli uomini e le donne che cammineranno su Marte sono già arrivate, appunto perchè nell’arco dei prossimi 20-30 anni questo avverrà sul serio, non sarà più solo fantascienza, ma un fatto reale. Cosa succederà dopo? Questo è difficile prevederlo e dipenderà molto da quello che succederà al nostro pianeta nei prossimi anni. Io mi auguro che le tecnologie che abbiamo sviluppato anche grazie alle imprese spaziali, ci aiutino ad essere più efficienti, perchè alla fine è questo di cui stiamo parlando, di un’umanità capace di gestire meglio le risorse del pianeta che non sono infinite ed illimitate, come abbiamo pensato forse nei decenni passati, e anche grazie alle imprese spaziali abbiamo capito quanto il nostro pianeta sia prezioso e unico, quindi dovremmo averne molta più cura. Penso sia questa la vera sfida, non cercare di sfuggire e magari per vincerla abbiamo bisogno anche dello spazio, proprio perchè ci permette di sviluppare tecnologie che altrimenti non svilupperemmo in altro modo.