Uccelli di Rovo di Colleen McCullough

di Fabiana Bianchi –

Pubblicato nel 1977 dall’australiana Colleen McCullough, “Uccelli di rovo” è diventato noto soprattutto dopo la trasposizione in una miniserie televisiva del 1983. La messa in scena di una storia d’amore tra un sacerdote cattolico e una ragazza destò grande scalpore e ancora oggi la figura di padre Ralph è quella rimasta più impressa fra gli spettatori.

Ma ridurre “Uccelli di rovo” a un racconto pruriginoso significa rendergli un’enorme ingiustizia: si tratta invece di una bellissima saga familiare. Le vicende dei Cleary sono narrate dall’inizio del secolo scorso per decenni, attraversando le generazioni, in un’Australia descritta con immagini così vivide da illudere il lettore di averla vista con i suoi occhi. La trama sa riservare un’evoluzione mai scontata: prende soltanto le mosse da una storia d’amore ma sa andare oltre per esplorare la psiche umana nelle sue mille sfaccettature. Motore della vicenda sono gli stessi limiti caratteriali dei personaggi, che finiscono per impedire la loro felicità: l’orgoglio di Meggie, l’ambizione di padre Ralph, lo spirito di rassegnazione di Fiona e quello ribelle di Justine. Ogni personaggio ha un tratto distintivo che però non lo riassume completamente, evitando così di renderlo piatto e monocromatico. Infine, il realismo ha la meglio sull’illusione di un lieto fine: le vicende si concludono nel modo più verosimile e non come accade nelle fiabe.

Un romanzo consigliato agli amanti delle saghe familiari, a chi non ha paura di affrontare una fine poco lieta e a chi vuole viaggiare in terre sconosciute attraverso le pagine di un libro.

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