Lettera da Corinaldo: “Cara mamma, mi dispiace che seimorta”

È morta accompagnando sua figlia al concerto di Sfera Ebbastain quel di Corinaldo. Aveva 39 anni Eleonora. Ha lasciato il marito, ha lasciato due gemelle di 7 anni: “Questo bigliettino d’addio l’hanno scritto le mie figlie gemelle di sette anni. Mi hanno chiesto di metterlo nella bara perché così la loro mamma lo leggerà per sempre”. È semplice e, proprio nella sua semplicità, straziante: “Cara mamma mi dispiace che sei morta”. Tutto intorno cuoricini, farfalle, fiori, colori, una cornice di cuori e di stelle.Forse loro hanno capito qualcosa che noi non capiremo mai: come si fa a non piangere quando muore qualcuno a cui siamo legatissimi.

Neanche Paolo Curi, il marito rimasto vedovo a 43 anni, ci riesce. Cerca di leggere il messaggio, ma prima di arrivare alla fine scoppia a piangere. “Devo essere forte. Non posso stare qui a piangere tutto il giorno, ci sono quattro bambini piccoli che hanno bisogno di me. Devo riprendere il filo da dove l’ha lasciato lei. Non ce la farò mai”. Forse, invece, saranno proprio quei quattro frutti dell’amore con Eleonora a renderlo più forte, in grado di superare una tragedia senza spiegazioni. “Lei aveva un milione di progetti per la testa”. Invece è finita sotto tanti altri ragazzini che tentavano di scappare dal locale, in attesa del trapper, il loro idolo.

Ma lui non si dà pace, giustamente, al momento. E critica tutto ciò che c’era intorno allo show: “Mi rivedo in piedi ad aspettare con mia moglie e mia figlia Gemma, la più grande, quello che ci hanno spacciato per un concerto. Gliene concediamo uno all’anno e quella era la sua serata, biglietto da 22 euro. Convocazione alle dieci di sera, ci hanno fatto entrare alle undici e mezzo e ci hanno detto che lui sarebbe arrivato forse alle due per fare una mezz’oretta di show. Vedevo arrivare sempre più ragazzi, il locale era strapieno. Era una noia aspettare, ma con Eleonora ci siamo detti: ormai siamo qui, facciamole questo regalo. Poi all’improvviso quell’odore acre che pizzicava la gola”.

Stava per andare in onda, invece della festa, la tragedia.“Ero a un passo da Eleonora e Gemma, Gironzolavo, quando ho visto una massa di ragazzi nella mia direzione che mi ha praticamente trascinato fuori. Non sono nemmeno cascato, sarà durato un minuto, forse due. Poi mi sono messo a cercare come un pazzo, non le vedevo più. Finché ho ritrovato Gemma che urlava: la mamma è giù. E ho visto Eleonora per terra”. I tentativi disperati di salvarla:uno sconosciuto a fare il massaggio cardiaco e a dire a Paolo di soffiarle aria in bocca, su labbra già gelate.

No, non doveva andare così. Indipendentemente da misure di sicurezza, sovraffollamento, spray al peperoncino. Non doveva finire così. “Lei era una mamma straordinaria, iperattiva. I nostri 4 figli erano il suo mondo, molto più della sua vita. E infatti ha donato la sua vita per Gemma. Lei ci ha raccontato che non solo Eleonora le ha fatto da scudo proteggendola finché ha potuto ma anche che, quando ha capito di non riuscire più a tenerla e a farle spazio per farla respirare, l’ha spinta forte via da lei. Ha messo insieme le sue ultime forze e le ha usate per salvare la sua bambina”.

Non è stato lui a parlare alle bimbe che la loro mamma non c’era più. Quel compito è toccato alle psicologhe. Alma e Dora, le gemelline, hanno saputo tutto. Hanno detto loro tutto nei dettagli. “Sono piccole, ma non devono essere trattate come persone che non capiscono. Ho solo paura per Gemma, anche se lei sembra forte. Ha visto sua madre in quelle condizioni”. E forse sarà soverchiata anche dai sensi di colpa. Cambierà lavoro, Paolo: “Faccio il giardiniere, ma ora cercherò qualcosa per stare di meno fuori casa. Sennò come faccio con Alessandro, che non ha 2 anni, e ricordo quanto ci siamo divertiti tutti assieme a scegliere il suo nome”.

Straziante. Inevitabile. Assurdo. Perché? Non esiste una spiegazione logica. Solo una mamma che ha salvato una figlia, lasciando però ora nel baratro della disperazione la famiglia. O forse bisogna pensare come le due gemelline: Eleonora leggerà per sempre quel bigliettino e sorriderà.Sapendo di aver donato la sua vita per veder crescere Gemma.

di Alessandro Pignatelli


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