Ancora doping italiano: la squalifica di Giulia Lollobrigida e gli sviluppi nel caso Schwazer

Ancora doping italiano: la squalifica di Giulia Lollobrigida e gli sviluppi nel caso Schwazer

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Lunedì è stata emessa la sentenza: Giulia Lollobrigida avrà 18 mesi di squalifica, fino al 9 aprile del 2020. È questa la pena inflitta dalla prima sezione del Tribunale Nazionale Antidoping a carico della pattinatrice azzurra sorella della campionessa sul ghiaccio Francesca e pronipote dell’attrice Gina.

Giulia Lollobrigida era stata trovata positiva per un diuretico (amiloride-idroclorotiazide-ACB) ad un controllo antidoping effettuato al Campionato Italiano su strada di pattinaggio a rotelle, sezione corsa, del 21 luglio scorso tenutisi a Cassano D’Adda. L’atleta è stata anche condannata al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in 378 euro. Una doccia fredda, soprattutto i concomitanza di Tokyo 2020. Discorso differente invece per Alex Swarze che torna a fare parlare del suo caso con la deposizione di un nuovo esposto alla Procura di Bolzano dell’avvocato difensore Gerhard Brandstätter, sulla vicenda che vede l’ex marciatore altoatesino accusato di doping. Nell’atto si chiede alla Procura di indagare sulle 23 mail intercettate da un gruppo di hacker russi dai siti della Iaaf e della Wada, da cui emergerebbe un quadro di collusione per evitare che, attraverso il test del Dna di Schwazer, venisse alla luce un complotto per delegittimare il campione azzurro. In particolare, in uno scambio di mail tra il responsabile dell’antidoping della Iaaf, Thomas Capdevielle, ed il consulente legale Ross Wenzel si parla di “plot against AS”, cioè, secondo la difesa, di un complotto contro Alex Schwazer.

In tribunale a Bolzano, il gip ha conferito intanto l’incarico al Ris di Parma di effettuare una nuova perizia sui campioni di urina del marciatore, per accertare se il Dna di Schwazer contenuto nel campione abbia subito un degrado e se vi sia stata una manipolazione. Le urine di Alex Schwazer sono state manipolate per incastrarlo in un nuovo caso doping: è quanto emergerebbe dalla perizia del Ris di Parma sui campioni finalmente consegnati, dopo lunghe resistenze, dalla Iaaf e dai laboratori di Colonia al Tribunale di Bolzano. Cronologia: il 21 giugno 2016 viene diffusa la notizia della positività di Alex Schwazer a un controllo effettuato il primo gennaio di quello stesso anno: il primo test era risultato negativo mentre in una ulteriore analisi era stata riscontrata la presenza di metaboliti del testosterone. Subito Schwazer, che si preparava al grande rientro alle Olimpiadi di Rio, e il suo staff parlarono di manomissione. Arriva però una squalifica pesantissima: la recidiva costa al marciatore 8 anni di stop. I difensori del marciatore cercano quindi di portare in Italia le provette con le urine di Schwazer per una controanalisi, ma le difficoltà sono moltissime. Per mesi la Iaaf e il Laboratorio di Colonia hanno provato a non concederle al Tribunale di Bolzano, con scontri giuridici. Il Ris di Parma ha finalmente potuto analizzare le provette e il colonnello Lago, secondo quanto riporta Sanvito, consegnerà una perizia nelle quali sarà evidente che le urine di Schwazer siano state contaminate e manomesse.