Attentato a Strasburgo: morti e feriti, giornalista italiano grave

Attentato a Strasburgo: morti e feriti, giornalista italiano grave

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

È sera a Strasburgo, la città francese al confine con la Germania è tutta addobbata per Natale. Luci, allegria, famiglie in giro per il centro e a curiosare al mercatino natalizio. Alle 19.50, all’improvviso, i primi spari. Il killer semina il panico in tre punti diversi della città. Cadono a terra i primi feriti e, purtroppo, si inizia a parlare anche di morti. Le notizie di susseguono, il Parlamento europeo viene blindato (non si può né entrare né uscire). Le emittenti tv intervistano telefonicamente molti deputati che erano a Strasburgo, ma che erano già fuori dalla sede. Tutti dicono la stessa cosa: “La polizia ci ha detto di rifugiarci nei locali e nei ristoranti”. Poco dopo, il sindaco della città farà lo stesso appello alla cittadinanza: chiudetevi in casa.

La caccia all’uomo inizia serrata. Il ministro degli interni francese, Castaner, fa sapere che “tra le “20.20 e le 21 l’attentato ha avuto per due volte uno scambio di colpi d’arma da fuoco con le forze di sicurezza, prima di fuggire”. Scappa, braccato, probabilmente anche ferito da una pattuglia dell’Operazione Sentinella. Diventa un fantasma in una città che, a sua volta, si riempie solo di volanti, ambulanze, moto della polizia, lampeggianti. E transenne. Più volte si parla di blitz, ma il fuggitivo non viene preso. Un testimone, dal suo appartamento, dice: “Abbiamo sentito diversi spari, forse tre, e abbiamo visto diverse persone correre, uno di loro è caduto, non so se perché inciampato o colpito”.

A tarda ora inizia a circolare l’identikit del killer, un 29enne radicalizzato e schedato. Pare che proprio quella mattina casa sua fosse stata perquisita (sarebbe stato trovato dell’esplosivo), ma lui non c’era. Sentendosi inseguito, ha probabilmente agito immediatamente. Intanto, il centro di Strasburgo viene chiuso. Pare che il 29enne sia scappato a bordo di un taxi. Viene individuato qualche ora dopo in periferia, a Neudorf, forse asserragliato in un immobile. Ma non è così. Cheriff  Chekatt, 29 anni, di origini nordafricane, ma nato a Strasburgo, era già stato in carcere per aggressione. Successivamente, su di lui era comparsa la lettera ‘S’ che sta per radicalizzati a rischio. Ed era stato condannato 20 volte per reati minori.

Il giorno dopo, si fa il bilancio: 3 morti e 13 feriti, di cui 9 in gravi condizioni. Tra questi nove c’è anche un italiano, il giornalista trentino Antonio Megalizzi, a Strasburgo per assistere all’assemblea plenaria dell’Europarlamento. Un proiettile si sarebbe conficcato alla base del cranio. Sono 350 gli uomini mobilitati per la caccia a Cheriff. Il livello di allerta è stato innalzato in tutta la Francia, sono stati rafforzati i controlli alla frontiera. Il fantasma però potrebbe addirittura essere già fuori dal Paese, magari nella Germania confinante. Il segretario di Stato all’Interno, Laurent Nunez, conferma: “Non è escluso che l’attentatore abbia lasciato il territorio”. Lo stesso Nunez ha aggiunto che “la matrice terroristica dell’attentato in questo momento non può essere asserita. Dobbiamo stare molto attenti quando parliamo di un attacco. L’aggressore non era conosciuto per reati legati al terrorismo. Durante la sua permanenza in carcere è stata rilevata una radicalizzazione della pratica religiosa ed è stato monitorato”. Non benissimo, evidentemente.

Nel frattempo, è stata identificata la prima delle vittime. E’ un turista thailandese di 45 anni. Sua moglie, sua connazionale, è tra i feriti. Lo riporta ‘Le Figaro’. Sempre il giornale francese parla di due suoi fratelli che sarebbero stati fermati nelle ultime ore, uno di loro schedato con la stessa ‘S’ di Cheriff.

Sulla cautela del segretario di Stato all’Interno nel parlare di attentato terroristico, effettivamente non è giunta alcuna rivendicazione. Anche se i sostenitori dell’Isis stanno festeggiando, come riferisce in un tweet Rita Katz, responsabile di Site, sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. “L’attacco è stato condotto giorni dopo le nostre minacce” scrivono membri dello Stato Islamico. Dopo la chiusura di martedì sera, il giorno dopo sono ripresi i lavori al Parlamento europeo, riunito per l’ultima plenaria del 2018. Il presidente Antonio Tajani ha scritto: “Continuiamo a lavorare”. A proposito di Italia, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha fatto sapere che “la polizia postale sta setacciando il web a caccia di quegli infami che esultano per la morte di persone. Chi verrà scovato, sarà immediatamente arrestato”.