Corinaldo: tre casi di spray al peperoncino pure in Lombardia

Corinaldo: tre casi di spray al peperoncino pure in Lombardia

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Emulazione e psicosi. In due scuole lombarde si è rischiato un nuovo caso Corinaldo a causa del famigerato spray al peperoncino. Cominciamo dall’Istituto tecnico industriale ‘Cardano’ di via Verdi, a Pavia, dove 30 studenti sono stati soccorsi dopo che qualcuno ha usato la bomboletta negli spogliatoi di una palestra. Due gli intossicati. A Soncino (Cremona), intanto, altri cinque studenti dell’Istituto tecnico venivano trasportati al pronto soccorso, in codice verde, per intossicazione. Il colpevole? Sempre lo spray. Come se non bastasse, ma qui non ci sono riscontri che confermino l’episodio doloso, spray al peperoncino sarebbe stato utilizzato in modo improprio in una discoteca di Cantù, nel Comasco, sabato notte.

A Pavia, lunedì 10 dicembre l’allarme scatta presto. Viene chiamato il 118, si parla di intossicazione. Molti di coloro che hanno provato senso di nausea e mal di testa, oltre a problemi di respirazione, vengono dirottati al Policlinico San Matteo. Alla fine, i più gravi sono due studenti, intossicati. Immediata la condanna del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti: “Quanto accaduto a Pavia è inaccettabile. Che dopo la tragedia di Corinaldo, qualcuno si lasci andare all’emulazione di un gesto che ha causato vittime e molto dolore è un fatto che non può essere tollerato. Abbiamo contattato la scuola, ci saranno interventi seri”. E punizioni esemplari. Sull’episodio di Soncino, la comunicazione arriva, sempre lunedì mattina, dall’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu).

Il terzo episodio in Lombardia, sabato notte, alla discoteca ‘Spazio’ di Cantù. Praticamente a 24 ore dall’episodio di Corinaldo che ha visto sei morti (cinque giovanissimi) tra i tanti che attendevano l’esibizione del trapper Sfera Ebbasta. La dinamica la medesima: spray urticante. Così scrive ‘La Provincia di Como’. Identificato colui che avrebbe spruzzato lo spray, un 21enne di Mariano Comense. Si è giustificato dicendo di essersi difeso da un’aggressione. Fortunatamente, in questo caso, non ci sono stati feriti o intossicati. Chi era all’interno del locale è uscito in maniera ordinata, non c’è stato bisogno neanche del 118.

Tre casi, due avvenuti in scuole e uno in una discoteca. L’assessore lombardo all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Melania Rizzoli, considera gravissimi gli episodi degli istituti scolastici: “Più di quanto mostrato dalle loro semplici conseguenze materiali. Con ancora negli occhi la tragedia di Corinaldo, il fatto che si siano verificati simili fenomeni di emulazione è preoccupante, è un segnale di problematiche educative che non devono essere sottovalutate”. Rizzoli ha incontrato la direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Delia Campanelli: un confronto sulle attività di prevenzione. “Non basterà identificare e sanzionare i giovani che hanno spruzzato quello spray: dovremo chiederci perché i ragazzi, invece di essere responsabilizzati dalle drammatiche conseguenze di azioni tanto imprudenti, si sentano spinti a replicarle”.

La soluzione per il ministro degli Interni, Matteo Salvini, è arrestare chi abusa dello spray urticante: “Anche se minorenne”. Limitarne la vendita? “Lo spray al peperoncino ha salvato tante donne da violenze e stupri: va usato in maniera intelligente. Se una signora prende a colpi di mattarello in testa uno che passa non posso toglierli dal mercato. Posso solo stangare dei delinquenti e deficienti che usano strumenti di difesa per altri motivi”. E ancora: “Se esco e compro delle forbici per sistemare la camicia e vengono usate in modo errato, non posso bloccare il mercato delle forbici”.

Ultima reazione da parte di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: “Provo sconcerto e arrabbiatura nell’apprendere la notizia che in un Istituto tecnico di Pavia una trentina di studenti sono stati soccorsi dall’Areu a causa dell’uso di uno spray al peperoncino. Un fatto di per sé deprecabile, che diventa grave e inaccettabile dopo quanto accaduto venerdì notte in una discoteca della provincia di Ancona”. E ancora: “In attesa che venga fatta chiarezza su ciò che si è verificato a Pavia e che i responsabili rispondano dei loro gesti, mi appello ai nostri giovani affinché riflettano sui danni irreparabili che possono produrre quelle che loro pensano essere delle ‘bravate’. Anche perché – conclude – dobbiamo evitare che, come spesso succede soprattutto tra i ragazzi, l’emulazione – in questo caso becera – prevalga sul buonsenso”.