Cronometro alla mano

Cronometro alla mano

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi

Nell’ultimo numero abbiamo parlato di come l’agenda possa aiutare a pianificare le proprie giornate. Ma per avere un’idea chiara di quanti impegni ci possano “stare”, è indispensabile innanzitutto farsi un’idea della loro durata. Sembrerà strano, ma molte persone (compresa la sottoscritta, in certi casi) hanno un’idea piuttosto relativa del tempo effettivamente richiesto dalle varie attività della giornata. La percezione del tempo, del resto, è influenzabile da molti fattori: per esempio, sembra ci si impieghino ore per lavare i piatti, mentre quelli che sembravano cinque minuti sulla home di Facebook diventano facilmente delle mezz’ore.

Per migliorare la situazione, ci sono due strumenti semplicissimi: orologio e timer. Abituiamoci a dare un’occhiata all’orologio all’inizio e alla fine di certe attività ricorrenti: la doccia, la spesa, lavare i piatti o caricare la lavastoviglie, il bagno al bambino, la preparazione per uscire al mattino o un tragitto in auto. Questo ci aiuterà a renderci conto di quanto effettivamente impieghiamo per farlo e a valutare di conseguenza quando sia il momento giusto. Se presa nel modo corretto, senza diventare maniacali, quest’abitudine semplicissima ha diversi effetti benefici.

In primo luogo, come detto, ci aiuta a organizzarci meglio, facendoci capire quante cose effettivamente siano fattibili in un certo lasso di tempo. Così facendo, ci permette anche di gestire più facilmente le attività in contemporanea: se per esempio sappiamo che lavare i vetri ci richiede circa mezz’ora, non inizieremo a farlo dopo avere messo la pasta in pentola, con il rischio di doverci interrompere al momento sbagliato. Potremo invece usare quel tempo morto per caricare la lavatrice, che abbiamo stimato richiedere meno di cinque minuti.

Il secondo effetto benefico, non meno importante, è puramente psicologico. Rendersi conto che un compito noioso o difficile ci richiede di fatto un tempo limitato ci può rendere meno arduo decidere di farlo. Se pensiamo che lavare i piatti porterà via metà del nostro pomeriggio, non vorremo neppure saperne di iniziare. Sapere che verosimilmente ci richiederà una mezz’oretta e che quindi avremo ancora gran parte della giornata libera, può essere invece uno stimolo.

Un altro strumento molto prezioso, e non solo in cucina, è il timer. Innanzitutto, costituisce un ottimo “reminder”: si può usare per esempio (soprattutto per chi lavora in casa) per calibrare le pause, un po’ in stile campanella scolastica. Ma un uso ancora più produttivo è quello per le mini-sessioni di lavori domestici. Per esempio, se c’è una stanza da mettere in ordine e si ha poco tempo, si può impostare il timer per cinque minuti e lanciarsi, senza correre ma anche senza perdere tempo. Sapere di avere pochi minuti ci renderà naturalmente più rapidi. Al suono del timer, bisogna categoricamente fermarsi: lo stimolo potrebbe essere quello di concludere il lavoro iniziato, ma abbiamo fissato il timer proprio per mancanza di tempo! Intanto, però, una parte del lavoro è stata fatta. Il rischio, altrimenti, è quello di non iniziare mai a fare nulla perché sappiamo di non avere il tempo di portare a termine perfettamente il compito. Una scusa che la pigrizia insita in noi sa sfruttare al meglio.