“Quest’anno mi sono fatto un regalo”. Parlano i nostri lettori

“Quest’anno mi sono fatto un regalo”. Parlano i nostri lettori

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Facciamo che il Natale sia una scusa, un pretesto. Per che cosa, lo si può decidere in libertà: per festeggiare in famiglia, anche se non siamo credenti; per riposare corpo e spirito, nonostante amiamo il nostro lavoro; per fare il bilancio dell’anno che sta per concludersi, anche se non sempre è positivo. Oppure può essere la giusta occasione per fare un regalo: a chi vogliamo bene, certo, ma anche a noi stessi. O, almeno, ringraziarci per il dono che ci siamo permessi durante questo duemiladiciotto. Qualunque esso sia, senza pregiudizio né giudizio: perché ogni scelta ha sempre una motivazione.

Stefano.
«A settembre ho acquistato l’auto nuova. Lo so, è banale. Ma si tratta della prima macchina che sento finalmente mia: la prima l’avevano pagata i miei genitori perché, nonostante io già lavorassi, non potevo permettermi di coprire le spese. L’ho venduta e il ricavato, invece di utilizzarlo per coprire una prima parte di finanziamento per quella nuova, l’ho dato ai miei genitori. Non si tratta di una grande cifra, ma per me è simbolo della mia gratitudine nei loro confronti. Ecco, questo è stato il mio regalo di quest’anno: l’indipendenza economica e il rimborso morale alla mia famiglia».

Chiara.
«Il regalo più importante che ho ricevuto, quest’anno, me l’ha fatto la vita. Ma devo ammettere che è arrivato grazie all’impegno che ho dedicato al mio lavoro per diversi anni: le opportunità arrivano, è vero, ma bisogna anche sapersele meritare. A marzo la società per la quale lavoravo ha chiuso: avrebbe potuto essere una brutta notizia, invece è diventata l’occasione per una svolta di vita. Sono stata infatti assunta in un’azienda in qualità di responsabile della produzione. Il dettaglio più bello è che in questa nuova ditta mi sento come a casa, mi trovo benissimo. Anche il mio compagno, quest’anno, ha cambiato lavoro: si è messo in proprio ed è soddisfatto di come si sta evolvendo il suo percorso».

Sono racconti, questi, che escono dalla quotidianità più pura. Perché nessun regalo è più importante di quello che ti cambia la vita. E con vita si intende l’esistenza di ogni singolo giorno, non la potenza momentanea di ciò che è extra ordinario.
Un lavoro che ci permetta l’indipendenza e un’automobile nuova, una possibilità professionale che faccia crescere la serenità di tutte le nostre giornate: un diamante sarà anche per sempre, ma non è paragonabile.
Poi c’è anche un’altra tipologia di possibilità, che non è né più né meno fondamentale di quella economica: è l’opportunità che diamo a noi stessi, alla nostra anima, di guarire dal male di vivere, dalla negatività che ci trascina. L’opportunità di vivere in maniera diversa.

Maya.
«Ho realizzato, e quindi ammesso a me stessa, di non essere invincibile. Il mio regalo è stato quindi quello di chiedere aiuto. Io sono la classica persona a cui tutti si rivolgono quando si trovano in difficoltà, quando hanno bisogno di qualsiasi cosa: il mio telefono suona ininterrottamente. Diversi mesi fa ho subito un lutto e stavo molto male. Piangevo in continuazione. Nonostante questo, continuavo a risolvere i problemi, piccoli o grandi, altrui. Lo ammetto: non mi sono sentita rispettata nel mio dolore, non ho sentito accolta la mia sofferenza. Finché non ho detto basta. Mi sono rivolta a uno psicologo, ho iniziato a spegnere il telefono per qualche ora al giorno, mi sono concessa il lusso di ignorare chiamate e messaggi che sapevo non essere di vitale importanza. Mi sono presa il mio tempo, mi sono presa me stessa».

Federica.
«Sì, questo Natale festeggio un regalo che mi sono fatta. Ed è stato darmi l’opportunità di concentrarmi su tutto ciò che c’è di bello nella mia vita. Mio marito Gabriele, innanzitutto. E, in generale, per la vita che sto vivendo. Racconto questo perché ho avuto un mese difficile, pieno di tristezza: dopo la decisione di smettere di prendere la pillola per il desiderio di una gravidanza, mi hanno diagnosticato una ciste ovarica. Nulla di grave, certo, ma la notizia mi ha rattristata perché ha frenato i miei sogni. Ma soprattutto perché, fino a quel momento, mi ero concentrata sul mio bisogno di diventare madre e avevo perso di vista tutto ciò che di meraviglioso mi ruotava intorno. Quindi il mio regalo è stato dire a me stessa di rilassarmi, che tutto sarebbe andato bene. Che tutto andrà bene. Combatto con questo problema da diciassette anni, ecco perché la delusione: scoprire di nuovo la stessa difficoltà, temere di finire in ospedale se queste cisti non si riassorbono. Ripeto, sono consapevole che non sia nulla di grave ma a volte la testa ci obbliga a pensare ai dettagli stupidi, a vedere il negativo anche quando non c’è, anche se è da un’altra parte. Ecco il mio regalo: coccolare la mia mente, tranquillizzandola quando va in tilt. A Federica ho regalato l’ottimismo di chi sa che tutto andrà bene».

Cristina.
«Mi sono regalata il lusso di dire “no”. Troppe volte ci ritroviamo a fare cose che non abbiamo voglia o di cui non condividiamo i principi. Ho sempre avuto la tendenza a correre per tutti, pur di soddisfare i bisogni altrui. Continuerò a farlo, perché è la mia natura: ma non per forza, quando non lo trovo necessario. Bisogna saper rispettare anche se stessi».