I due vicepremier Salvini e Di Maio i principali protagonisti della settimana

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si è aperta giovedì 6 dicembre ancora in tema manovra. In particolare, l’argomento del giorno è stato quella della cosiddetta “ecotassa” sulle automobili a diesel o benzina, inserita in un emendamento. Il provvedimento ha scatenato un’accesa discussione nella maggioranza. Il vicepremier Matteo Salvini si è dichiarato «assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su un bene in Italia già ipertassato come l’auto». Luigi Di Maio ha chiarito che non ci sarà alcuna tassa sulle auto già in circolazione, ma che l’intenzione è invece quella di aiutare chi vuole comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano.

Venerdì 7 il Governo ha incassato la fiducia della Camera dei deputati sulla manovra. I sì sono stati 330, con un fronte del no di 219 deputati e una solo astensione. Il disegno di legge è stato quindi indirizzato al Senato per l’esame.

Sabato 8 è stato il grande giorno della Lega: si è tenuto infatti l’incontro in piazza del Popolo, a Roma. Secondo gli organizzatori, sono state presenti 80mila persone. «Chiedo il mandato di andare a trattare con l’Ue non come ministro ma a nome di 60 milioni di italiani che vogliono lasciare ai loro figli e nipoti un’Italia migliore. Se c’è il vostro mandato non abbiamo paura di niente e di nessuno – ha affermato il leader Matteo Salvini dal palco – Se l’Europa è quella che si ferma allo spread, alla finanza, agli zerovirgola, è un’Europa destinata a fallire. Serve un’Europa che ritorni a lavorare, per la dignità dei cittadini».

Domenica 9, all’indomani di una giornata di fortissime tensioni in Francia dove protesta il movimento dei “Gilet gialli”, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron avrebbe ammesso di avere fatto delle “cavolate”. Lo riferiscono alcuni media locali. Il presidente avrebbe riconosciuto l’eccessiva pressione fiscale nel paese e l’erroneità di alcune misure, come la diminuzione degli aiuti per gli alloggi.

• Un referendum sulla Tav: a lanciare l’idea, lunedì 10, è stato il vicepremier Matteo Salvini. «Aspettiamo il rapporto costi e benefici, ma se non si arrivasse a una decisione, chiedere ai cittadini cosa ne pensano penso che essere una strada – ha osservato – l’unica cosa che non può succedere è che si vada avanti ancora per settimane o per mesi a discutere. L’importante è avere dei sì o dei no. Io tifo sì. Se i tecnici ci dicessero no o forse, si possono ascoltare i cittadini». Cauto Di Maio: «Devono essere i cittadini di una comunità a chiederlo, così prevede la legge».

Martedì 11 si è aperta la discussione intorno a un tweet di Salvini, in visita in Israele. «Chi vuole la pace, sostiene il diritto all’esistenza ed alla sicurezza di Israele – recita – Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel e armano missili per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione». Le parole del vicepremier avrebbero messo in imbarazzo gli ambienti della Difesa: «Non vogliamo alzare nessuna polemica – sono le parole riportate da Ansa – ma tali dichiarazioni mettono in evidente difficoltà i nostri uomini impegnati proprio a Sud nella missione Unifil, lungo la blue line. Questo perché il nostro ruolo super partes, vicini a Israele e al popolo libanese, è sempre stato riconosciuto nell’area».

Rispondi