Il 25 dicembre è Natale, ma non per tutti

Il 25 dicembre è Natale, ma non per tutti

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il 25 dicembre è Natale. È una delle prime certezze, se viviamo in una famiglia cristiana, di quando siamo ancora bambini. Si tratta di una data convenzionale per la nascita di Gesù. Documentata tra le festività religiose solo a partire dal III – IV secolo dopo Cristo. Sì, fino ad allora, erano state scelte date diverse. Oggi, però, gli unici a non riconoscere nel 25 dicembre la nascita del Messia, tra i cristiani, sono gli ortodossi russi.

Sapete perché? Perché la Chiesa ortodossa adotta il calendario giuliano, inventato da Giulio Cesare, diverso da quello gregoriano, diffuso nel 1582 grazie a papa Gregorio XIII. Fu introdotto per rimettere in pari le date di inizio delle stagioni astronomiche con il calendario civile. Nel XVI secolo, questo, era ancora sfasato di 11 giorni circa a causa del moto dei precessione della Terra, Oggi il ritardo è di 13 giorni circa. Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, dunque, celebra la Messa di Natale esattamente 13 giorni dopo rispetto a noi, il 7 gennaio.

Per convenzione, Gesù Bambino è nato nel primo anno della nostra era. Ma molto probabilmente successe dopo o, quasi certamente, prima. Secondo la maggior parte degli studiosi, l’evento sarebbe avvenuto intorno al 6-7 a.C. Del resto, due dei quattro evangelisti canonici, Marco e Giovanni, non parlano del tema. Matteo scrive genericamente: “Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode”. Luca indugia su qualche dettaglio in più. Ma ai primi cristiani appariva sconveniente parlare di certi aspetti di vita troppo terreni del Messia. Ma sul 25 dicembre come giorno della nascita dobbiamo e possiamo aggiungere noi qualche dettaglio in più.

L’imperatore romano Aureliano, pur di unificare il mondo romano, nel 274 istituì per decreto un dio uguale per tutti i sudditi (il Sol Invictus), fissandone la festa (Dies natalis) poco dopo il solstizio d’inverno, quando le giornate riprendono ad allungarsi. I cristiani si ritrovarono dunque con una festa già messa in calendario. Sostituirono semplicemente il Sole con Gesù. Papa Giulio I è stato probabilmente il primo a fissare ufficialmente la festa a fine dicembre, entro il 352, quando il cristianesimo non era più illegale da circa 40 anni.

L’usanza di mettere i doni sotto l’Albero è stata esportata dal Nord Europa. A portarli, però, non è solo Babbo Natale, ma anche San Nicola di Bari, Santa Lucia e San Martino (l’11 novembre). Che poi Babbo Natale, a sua volta, discende da Santa Claus, personaggio inventato dallo scrittore Clement Clarke Moore che, nel 1823, scrisse una poesia per divertire i figli proprio la notte del 24 dicembre. Santa Claus non ha le sembianze del nostro Babbo Natale, somiglia più a folletto della mitologia vichinga, ma usa anche lui una slitta trainata da renne. Nel 1875 compare anche visivamente quello che più somiglia al nostro Babbo Natale, per merito dell’illustratrice svedese Jenny Nystrom. I suoi abiti sono però verdi e non rossi. Bianco e rosso è l’uomo che ci porta i regali grazie all’americano Haddon Sundblom che, nel 1930, vestì per la prima volta così Babbo Natale per la Coca Cola. Il vecchietto diventò testimonial fisso della bibita.