L’amica geniale di Elena Ferrante

di Fabiana Bianchi –

Pubblicato nel 2011 dall’autore o autrice sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante, “L’amica geniale” sta conoscendo una nuova ondata di popolarità in queste settimane grazie alla trasposizione in una miniserie televisiva. Il romanzo, comunque, primo capitolo di una tetralogia (gli fanno seguito “Storia del nuovo cognome”, “Storia di chi fugge e di chi resta” e “Storia della bambina perduta”), aveva già goduto di un’accoglienza estremamente favorevole.

L’ambientazione è in un rione periferico di Napoli, tra gli anni cinquanta e sessanta. Un posto dove è difficile crescere, segnato dalla povertà, dall’ombra della malavita e da una serie di stringenti regole non scritte sui ruoli da rispettare. In questo contesto crescono due bambine: Elena Greco, detta “Lenù”, che è anche la narratrice, e Raffaella Cerullo, nota come “Lila”. Amiche e compagne di scuola, le due bambine condividono la dura vita quotidiana alternando momenti di vicinanza, litigi e confronti. La vita destinerà esperienze radicalmente diverse all’una e all’altra, che tuttavia continueranno a riavvicinarsi costantemente ogni qual volta sembra che abbiano intrapreso vie parallele.

Le figure delle due amiche spiccano sullo sfondo del quartiere, muovendosi al suo interno e sperimentando, spesso rompendo gli schemi. Ma tutti i personaggi hanno un loro spessore e contribuiscono a creare quel guazzabuglio di vite che è il rione. La Ferrante si conferma una maestra del celebre “show, don’t tell”, ossia “mostra, non dirlo”: le tinte forti che l’ambientazione assume nel romanzo sono costruite dai suoi stessi personaggi. Lenù e Lila si definiscono l’una in relazione all’altra, soprattutto attraverso i momenti di competizione. Il romanzo evolve attraverso il loro rapporto, che tocca diversi picchi, di intima vicinanza come di distacco radicale. Viene spesso da chiedersi chi delle due sia l’amica geniale di cui parla il titolo, ma forse una risposta non c’è: come nella tradizione austeniana di “Orgoglio e pregiudizio”, ogni lettore può, in un certo senso, scegliere di definire in prima persona le identità dei protagonisti.

L’inizio di una tetralogia da leggere, anche solo per farsi una propria idea su quello che si è rivelato uno dei fenomeni editoriali degli ultimi anni.

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