Roberto Nardini: “La cosa più bella è poter contribuire alla crescita del proprio Paese”

Roberto Nardini: “La cosa più bella è poter contribuire alla crescita del proprio Paese”

13 Dicembre 2018 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Roberto “Popy” Nardini vive e lavora Lisbona. Lo spiccato accento toscano riconduce alle sue origini di Barga, un piccolo paese della provincia di Lucca. Il Popy, come tutti lo chiamano (lo hanno sempre chiamato, e lo chiameranno, addirittura anche i clienti) è una persona dotata di una grande vivacità e spirito di iniziativa, che ha trovato nella flessibilità dei nuovi media, la possibilità di scuotere le fondamenta di una concezione di marketing vecchia, ma ancora in parte dominante. Dopo la laurea all’Università di Pisa in Comunicazione pubblica, sociale e d’impresa si è stabilito in Portogallo dove ha iniziato la sua avventura lavorativa nel mondo dei social network. Da più di un anno, con altri tre ragazzi, si impegna in ADV Plus, azienda che si occupa di strategie di marketing attraverso Facebook e Instagram.


Da Pisa a Lisbona, come è successo?

A Lisbona, prima di viverci stabilmente, ci ero stato già due volte con l’Erasmus. Due volte ho provato ad andare in Spagna e due volte mi hanno mandato qui in Portogallo. Quando è destino è destino. Alla fine del mio secondo Erasmus avevo visto nuovi cambiamenti nella città portoghese e avevo deciso di fermarmi. Ho iniziato a fare diversi lavori e mentre Lisbona diventava sede ufficiale del Web Summit, il più grande evento per start-up, innovazioni e investitori, io mi sono imbattuto nel progetto di Facebook Marketing per l’area EMEA, quindi Europa, Medio Oriente, Africa. Io curavo il mercato italiano. Ero “Facebook Marketing Expert” per diverse centinaia di piccole e medie imprese italiane che cambiavano di trimeste in trimeste. Tra cui anche delle aziende belle grosse, che però spendevano quanto una piccola-medio impresa italiana. Ad esempio, la catena di alberghi che non sapeva usare Facebook, faceva solo le campagne di “mi piace” e spendeva la stessa quantità di denaro di una piccola azienda. Questo lavoro l’ho fatto per due anni e mezzo. Ho avuto anche un’esperienza con una Start Up americana che ha sviluppato un software di Marketing Automation, quindi che automatizza il marketing ottimizzando il flusso pubblicitario tra le inserzioni di Facebook e i database aziendali, ciò da remoto, sempre da Lisbona. A questo punto, con alcuni miei colleghi ci siamo staccati dall’ufficio aprendo la nostra agenzia di consulenza: ADV Plus


Di che cosa si occupa ADV+?

Siamo quattro soci che stanno a Lisbona, tre italiani e un tedesco, tutti tra i 28 e 32 anni. Offriamo due tipi di servizi. Sia il coaching dove facciamo formazione al fine di fare diventare la persona indipendente o altrimenti, facciamo un servizio completo di gestione delle campagne. Campagne che vanno sul digital, ma che si concentrano principalmente su Facebook e su Instagram, data la nostra esperienza di più di due anni con quelle piattaforme. A ottobre scorso abbiamo celebrato il nostro primo anno di attività. In questo momento stiamo facendo campagne in tutta Europa anche con grandi brand: Spagna, Portogallo, Francia, Germania e Italia. Bisogna pensare a cosa fanno i clienti di ogni Paese, che, anche grazie a Facebook e ad Instagram, si fanno conoscere oltre i confini nazionali. La cosa bella di questo lavoro è che quando porti nuove vendite in queste aziende e fai una nuova rivoluzione all’interno delle stesse, poi vai a creare dei veri e propri posti di lavoro, perchè quella persona che prima curava Facebook e Instagram non riesce a seguire più tutti i canali, ma deve curarne bene solo uno: aumentano messaggi, richieste, assistenza clienti e i pacchi da fare. Ti senti anche bene perchè fai ripartire il tuo Paese, anche attraverso le piccole aziende che insomma, senza il digital non avrebbero mai trovato la crescita perchè per la pubblicità classica non avrebbero abbastanza budget. Facebook e Instagram non sono strumenti statici, ma flessibili. Puoi partire piano per andare a crescere.

Quanto sono importanti Facebook e Instagram nel marketing italiano attuale?

Purtroppo in Italia c’è ancora la convinzione diffusa che Facebook e Instagram siano solo degli accessori: “dobbiamo averli per forza perchè c’è il competitor, ma non danno niente”. In realtà questi strumenti si sono anche ottimizzati perchè non è solamente una piattaforma che ti consente solo visibilità e “mi piace”, ma l’algoritmo di Facebook è in grado di darti anche delle conversioni vere e proprie che possono essere degli acquisti, dei contatti. Alcune da valutare, ma con comunque un ritorno del loro investimento. Un esempio che posso fare è quello di Valentina, una ragazza che disegna e progetta delle borse e degli accessori a Cattolica, in Emilia Romagna, e che ha un piccolo negozio. Tramite il suo e-commerce, vende in più di cinque Paesi al momento. Arriva tramite Facebook e Instagram a vendere nel Regno Unito, in Belgio, in Francia, in Germania e in Olanda, grazie al concetto di “made in Italy” fatto a mano e design originale. I grandi marchi invece a volte sembra che non abbiano ancora capito come funziona lo strumento.

Come sono visti i social network dall’utente finale nell’ambito marketing?

Diciamo che dal punto di vista dell’utente in età avanzata all’inizio pensava che fosse un passatempo, ma comunque ormai si sono iscritti quasi tutti, soprattutto a Facebook. Poi ad esempio, ora le mamme stanno arrivando su Instagram, quindi c’è stata un’evoluzione al passo con i tempi. Facebook all’inizio ce l’avevano solo gli studenti, poi quelli più grandi, poi sono arrivate le mamme. Quindi i ragazzi sono un po’ scappati e hanno trovato Instagram come rifugio. È normale che ora la situazione si stia evolvendo anche là, quindi le mamme stanno giungendo su Instagram, è un po’ l’onda: “ok c’è l’accessorio, c’è il passatempo, lo voglio anch’io”. Però anche le fasce di età più avanzate ce l’hanno quasi tutte e navigano tramite cellulare, tablet o computer. C’è anche un utilizzo più facilitato: una volta il computer bisognava saperlo usare, ora con tre click sei dentro ad un’App.

Le aziende vecchio stile, come si lavora con loro?

Con le aziende vecchio stile ci può essere un po’ di paura nel tirare fuori soldi per l’investimento, ma tante volte mi capita di avere clienti che spendono soldi per una pagina di un quotidiano, che non è possibile né monitorare, né sapere quanti risultati ti porta, non è personalizzabile perché è una pagina statica, mentre su Facebook puoi targhetizzare per fascia di età, per sesso, interessi, quindi personalizzare fino all’ultimo l’attività che fai vedere, sapendo poi quali sono i risultati che ti porta. Generalmente, anche quando abbiamo un cliente un pochino diffidente, gli facciamo vari esempi e gli proponiamo una fase di test che va dai quattro ai sei mesi, perchè bisogna fare vedere come funziona lo strumento.