Il Vesuvio si sta per risvegliare? Pronto il piano di evacuazione

Dorme dal 1944, domina lo sfondo del golfo di Napoli, è attrazione turistica, ma un po’ fa paura. Stiamo parlando del Vesuvio, il vulcano alle cui pendici sono stati costruiti interi paesi, sprezzanti del pericolo di una eventuale eruzione. Ma perché parlarne adesso? Perché un vulcanologo americano, della New York University, ha lanciato un allarme: da attrazione turistica a terrorizzante catapulta di lapilli e lava il passo è breve. Un’eruzione potrebbe essere vicina e avere naturalmente una violenza dovuta ai tanti anni in cui il magma ha continuato a bollire senza trovare sbocco dalla bocca.

Niente allarmismi ovviamente, ma certo si tratta – è il caso di dirlo – di una notizia esplosiva. Anche perché il vulcanologo è un esperto proprio del Vesuvio. La buona notizia è che non erutterà dalla sera alla mattina, ma ci saranno diversi segnali che anticiperanno la grande fuori uscita di lava. E questi segnali potrebbero anche durare mesi. Insomma, ci sarà il tempo per organizzare la macchina della Protezione Civile evitando che ilVesuvio entri per la seconda volta nei libri di storia come fu per Pompei edErcolano.

Proprio il Comune di Pompei periodicamente organizza riunioni operative. Che fare nel momento in cui il Vesuvio si sveglierà? A quanto pare, è già tutto pronto nel momento in cui dovesse scattare l’emergenza. Non solo aPompei. La ‘zona rossa’ viene considerata quella ad altissimo rischio e comprende 550 mila persone, distribuite su 18 paesi. Verranno portate in salvo, in destinazioni diverse. I 25 mila abitanti di Pompei andranno in Sardegna, partendo dal porto di Salerno. Si farà il possibile per limitare i danni di quella che sarebbe comunque una vera e propria catastrofe, con terremoti che potrebbero essere devastanti, così come i maremoti. Il 79 d.C. è una data impressa nella memoria di chi ha studiato. Anche le rovine di Pompei, in realtà, oggi sono attrazione turistica. Ma se dovessimo passare alla cronaca e all’attualità, certo ci sarebbe ben poco da scherzare. Il piano di evacuazione civile è stato comunque pensato nei minimi dettagli dalla Protezione Civile, come se l’eruzione fosse imminente.

Il Bello Addormentato, adagiato davanti al golfo di Napoli, per ora non dà segni di essere prossimo a svegliarsi. Ma lo farà, questo pare certo. Al punto che ieri c’è stata una riunione tra l’amministrazione comunale di Pompei e la Regione Campania, a cui hanno partecipato anche i delegati dellaProtezione Civile della Sardegna. Dall’incontro sono emerse alcune cose interessanti: bisognerà prima di tutto procedere al censimento dei 25 mila residenti, in funzione di esigenze specifiche e disponibilità legate al trasferimento. L’evacuazione avverrà su imbarcazioni, con il coordinamento sardo. Organizzazione necessaria per evitare la morte di milioni di persone.

Lo scenario di un’eruzione, su questo concordano i maggiori vulcanologi mondiali, sarebbe apocalittico. E lo studioso della New York University aggiunge: “Dalle ricerche è emerso che le eruzioni su media scala del Vesuvio avvengono una volta ogni quattro, cinque secoli. L’eruzione su media scala più recente è del 1631, distrusse gran parte del territorio intorno al vulcano uccidendo migliaia di persone”. Ecco perché ci ci sta organizzando in modo così repentino: i 4-5 secoli sono passati.

di Alessandro Pignatelli

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