Arrigo Baj, l’architetto che lavora a mano libera

Cura del dettaglio, ricerca continua e coraggio: sono questi gli ingredienti segreti dell’architetto Arrigo Baj, artefice di un nuovo progetto che abbina l’arte all’architettura tradizionale. “Il mio obiettivo è quello di far star bene il cliente al punto di indurlo quasi a non uscire più dalla sua abitazione – rivela il professionista milanese – Non voglio creare case ricche, ma luoghi in cui la persona si senta ricca e soddisfatta a livello spirituale. Questa mia filosofia mi ha sempre consentito di ottenere il 100 per cento di soddisfazione dell’utente con una presa in carico del progetto del 90%”. Laureatosi nel 1975 presso il Politecnico di Milano con Paolo Portoghesi, Baj ha aperto il suo studio nella zona di Brera dove, a contatto con il mondo artistico e della moda, ha sviluppato il proprio personalissimo stile; nello studio dell’architetto Baj, le sinergie tra uomo e ambiente, cultura e luoghi, sono elementi fondamentali per ottenere una completa armonia e funzionalità in tutte le sue componenti.

Qui, oltre alla conoscenza delle nuove tecnologie, si preferisce la “filosofia del design” dei progetti fantasiosi realizzati a mano libera. “Ai più può sembrare strane che nell’epoca della digitalizzazioni si lavori ancora secondo i crismi di una volta, ma da noi funziona proprio così – rivela ancora l’architetto – L’ispirazione deriva dai “vecchi” maestri francesi e tutto avviene con carboncini ed acquerelli. Forse è proprio la bellezza di questi render la nostra ricetta magica”. Ed è proprio sulla concezione del bello che si basa la nuova collaborazione che il professionista ha avviato con l’immobiliarista Nunzio Fresi e l’artista Ivan Preti. “La mia esperienza in America mi ha spinto a portare in Italia una concezione diversa dell’agenzia immobiliare per alzare il livello qualitativo sia della domanda che dell’offerta – afferma Baj – Presentando, infatti, un progetto d’elite ci sono più probabilità che l’affare vada in porto e che si riqualifichi un edificio fatiscente.

Ivan, pur non abbandonando la strada intrapresa per diventare architetto, si sta affermando come talento artistico nell’ambito di un nuovo stile pittorico e la sua presenza per noi è un autentico valore aggiunto. Un’idea che presto approderà anche in Sardegna dove l’architetto opera da diverso tempo: “La mia curiosità e la mia voglia di sperimentare ed innovare mi hanno spinto a viaggiare molto – conclude il professionista – Non mi limito per tanto ad operare a Milano e nell’hinterland; ho realizzato edifici a Roma, a Parigi, in Costa Azzurra, in Sardegna appunto, in Corsica e ad Atlanta. Credo che nel mio lavoro la ricerca sia imprescindibile per offrire quel tratto distintivo al cliente”. 

di Michela Trada

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