Make a wish: per i sogni e la felicità dei bimbi

di Sabrina Falanga –

Non importa quanti anni si abbiano. Se non si è più bambini, se le priorità sono cambiate. A Natale, indipendentemente da ogni cosa, viene spontaneo esprimere i propri desideri, esplicitare i sogni, raccontare ciò che vorremmo. Perché, grande o piccolo che sia, materiale o spirituale, tutti abbiamo un bisogno inespresso che vorremmo vedere realizzato a Natale. Magari con una magia, esattamente come capitava quando eravamo piccoli.

Forse è per questo che, ai nostri bimbi, cerchiamo di far vivere il più possibile l’atmosfera natalizia e raccontiamo loro di Babbo Natale; forse è per questo che, la notte tra il 24 e il 25 dicembre, ci muoviamo lentamente tra il salone e il garage dove nascondiamo i doni, per lasciarli sotto l’albero e godere delle facce sorprese dei nostri piccoli quando troveranno i pacchetti colorati ad attenderli. Attraverso i bambini, infatti, riviviamo inevitabilmente quelle emozioni che crescendo, purtroppo, si tendono a perdere.

Abbiamo bisogno di bambini felici, insomma, per sentire vive parti di noi che, altrimenti, invecchierebbero e morirebbero prima del previsto.
E questo la Onlus Make a Wish lo sa. Lo sa e fa di tutto affinché ogni bambino sia felice come meriti, perché è proprio attraverso la gioia dei più piccoli che nel mondo continuerà a diffondersi un senso generale di allegria.

Make a Wish Italia trasforma “ogni desiderio in un bambino più forte”: si tratta di un’organizzazione non profit, che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, affetti da gravi patologie. Affinché il Natale sia più caldo davvero per tutti.

Make a Wish è operativa dal 2004 e ha sede a Genova (con un ufficio a Milano) ma è presente su tutto il territorio italiano grazie a un network di oltre 250 volontari.

“Per un bambino colpito da una patologia grave o cronica – recita una parte della loro mission – affrontare la vita può essere molto difficile: le cure pesanti, i ricoveri frequenti gli fanno perdere la propria vita da bambino, la spensieratezza e talvolta anche la voglia di vivere. Ogni giorno ci impegniamo con passione, dedizione e professionalità a realizzare il suo desiderio del cuore per donargli una vita migliore e aiutarlo a ritrovare la speranza”.

Ogni desiderio realizzato da Make a Wish meriterebbe un racconto a sé. Basti pensare alla storia di Andrea, 6 anni, malato di leucemia: il suo desiderio era quello di “incontrare la Sirenetta Ariel”.
Make a Wish gliel’ha fatta incontrare. Ha realizzato il grande sogno di Andrea, iniettando nel suo corpo felicità pura, ma non solo. Perché attorno ad Andrea anche i suoi genitori e la sua sorellina erano felici di aver passato una giornata spensierata, “senza i timori di stare troppo lontani dall’ospedale”.

Poi c’è Ethan, 6 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta che desiderava incontrare Gerry Scotti: “Ethan era entusiasta, la stanchezza delle cure era totalmente svanita e ha resistito fino a sera per non perdersi nessuna delle registrazioni”.
E Landro, di 4 anni, che desiderava essere un supereroe come Superman.

Sono tante le storie raccolte da Make a Wish. Tanti i desideri che realizza: 1976 sogni diventati realtà, fino ad oggi. “Un desiderio che si realizza, per un bambino malato gravemente, è qualcosa che dura tutta la vita. È un potente pensiero positivo che dà la forza di lottare, di affrontare le terapie e di ritrovare la speranza”.  

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