Manovra: l’Ue la riscrive, evitata la procedura d’infrazione

di Alessandro Pignatelli –

La Legge di bilancio italiana è peggio del Sudoku, ormai. Abbondantemente annunciata da tempo, come un parto difficile, continua a non nascere. Ma ora pare che il ‘bambino’ sia finalmente nella posizione giusta. La buona notizia, da Bruxelles, è arrivata martedì sera. L’Italia eviterà l’apertura di una procedura d’infrazione e si limiterà a una raccomandazione. Il ‘successo’ dopo che le posizioni di Italia e Unione Europea si erano sensibilmente avvicinate dopo un momento in cui, invece,il baratro pareva di nuovo vicino con la Commissione Europea che aveva chiesto ulteriori tagli a Roma.

L’Europa aveva fatto sapere che all’appello mancavano ancora tre miliardi. Mica noccioline. La risposta dopo l’ultimo invio sul tavolo dei commissari in quello che è stato fin dall’inizio un botta e risposta serratissimo. Inizialmente, a suon di parole, accuse e insulti; poi, di pagine telematiche con nuovi calcoli per limitare il rapporto deficit/Pil. A dire il vero, prima della serata di martedì, il pessimismo pareva aver di nuovo prese piede. Ci eravamo convinti che ormai fosse questione di ore per avere la Manovra italiana (ma forse scritta dal Triumvirato europeo). Invece no. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria teneva costantemente un canale aperto con l’Europa, Salvini e Di Maio facevano sapere che non c’era più niente da limare, da togliere. Il deficit/Pil deve restare al 2,04% (dal 2,4% iniziale). Questo l’input da parte dei due vicepremier. I 3,5 miliardi di tagli richiesti ancora da Bruxelles, e che Tria non era riuscito a trovare, parevano portare alla famigerata apertura di una procedura d’infrazione, che gravvaa come una spada di Damocle sulla testa dei governanti e del popolo italiano dall’inizio del balletto.

Il tempo in questo caso non pareva essere galantuomo. Con Natale alle porte, l’Unione Europea sta preparando l’ultima riunione con panettoni e pandori (quasi) per tutti. A Roma è pronto un pacco di carbone, sotto forma di raccomandazioni su cui lavorare per correggere i conti per i prossimi anni. Raccomandazioni, dunque, non procedura d’infrazione: come trovare nel camino il carbone dolce.  Bruxelles, prima del via libera, aveva ancora sospetti che i tagli già presentati dal nostro Paese fossero uno specchietto per le allodole. Il tempo, dicevamo. A gennaio ci sarà la riunione di Eurogruppo e Consiglio europeo: a questi punto non sarà più una sorta di tribunale supremo per l’Italia; sarà come venire rimandati all’esame di maturità, con tutto il tempo per recuperare, studiando..

C’è chi ipotizza che arrivi la richiesta, per l’Italia di varare una manovra correttiva entro maggio o, forse, addirittura marzo. Roba da far rizzare i capelli in testa a Salvini e Di Maio. A dire il  vero, a tagliare qua e là la nostra Italia qualcosa ha fatto per venire incontro alle richieste europee. Tanto che la Manovra promossa alla Camera (312 sì e 146 no), al Senato arriverà completamente mutata, grazie a un maxi emendamento.

Ci saranno la Pace fiscale, l’inizio della Flat Tax, soldi per nuove assunzioni nelle forze dell’ordine e per chi è stato truffato dalle banche. Reddito di cittadinanza e Quota 100 non ci saranno perché saranno trattati a parte in due ddl (13,2 miliardi a disposizione per entrambi i capisaldi del governo). L’Italia risparmierebbe circa quattro miliardi per venire incontro ai ‘desiderata’ europei e le due misure di cui sopra potrebbero partire più tardi, in primavera. Il totale di risorse in meno dovrebbe essere di 7,5 miliardi, due dei quali recuperati dalla sforbiciata alla Quota 100, circa altrettanti dal Reddito di Cittadinanza; la somma restante da un aumento del piano di dismissioni.

Pensioni: sarà oggetto di un ddl apposito. Ma nella Manovra sono stati messi a regime i soldi necessari. Sì alla pensione con 38 anni di contributi e minimo 62 anni di età. Niente penalizzazioni sull’assegno previdenziale. Da 7 i miliardi a disposizione dovrebbero diventare 5 e dovrebbero poterne beneficiare in 400 mila. C’è un’Opzione Donna, ossia la proroga per le lavoratrici di andare in pensione a 57/58 anni di età (più gli adeguamenti con le aspettative di vita) e 35 anni di contributi. Per le pensioni d’oro, ci potranno essere tagli fino al 40% (a oggi siamo al 25%), con cinque aliquote e partendo da chi percepisce 90 mila euro lordi l’anno.

Pensione di cittadinanza: I soldi sono nella Manovra, ma il ddl sarà quello relativo al Reddito di Cittadinanza. Coloro che soddisfano particolari requisiti di reddito, potranno avere un’integrazione al minimo della pensione fino ad arrivare a 780 euro mensili.  

Reddito di cittadinanza: Si farà un ddl apposito, dagli iniziali 10 miliardi si dovrebbe passare a 8,5 stanziati, compresi quelli per i centri per l’impiego. Il contributo mensile di 780 euro  potrà essere elevato in base ai componenti della famiglia. L’importo verrà ricaricato su un bancomat e gli acquisti saranno monitorati. Obbligo di frequenza a corsi di formazione e di accettare una delle prime tre offerte di lavoro. Si dovrebbe cominciare a marzo 2019, dopo la riforma dei centri per l’impiego.

Famiglia: Cento milioni per le politiche della famiglia, per contrastare il calo demografico. Il Bonus Bebè è prorogato e aumenta pure l’importo per ogni figlio successivo al primo (+20%). Concessione gratuita per 20 anni di terreni alle famiglie che mettono al mondo un terzo figlio. Chi acquista la prima casa vicino ai terreni, mutuo fino a 200 mila euro a tasso zero.

Fisco e tasse: pace fiscale: aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione. Stop a quella integrativa. Stralciata la norma che prevedeva il carcere per i grandi evasori fiscali: avrà un ddl ad hoc. Verranno rottamate le cartelle esattoriali, senza dover pagare interessi o mora, con previsione di rateizzazione fino a 10 rate in 5 anni. Cancellate le multe e le tasse non pagate di importo inferiore a mille euro per il periodo 2000 – 2010, compreso il bollo auto.

Fattura elettronica: Dall’1 gennaio 2019 obbligo di fattura elettronica, ma per i primi sei mesi niente sanzioni. Possibilità di emissione entro 10 giorni dalla data dell’operazione.

Canone Rai: prorogata la riduzione a 90 euro anche per gli anni successivi ai 18 anni.

Acquisto auto: Tra il 2019 e il 2021 chi comprerà un’auto non elettrica o a basse emissioni avrà un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi. Solo per i Suv e le auto di lusso.

Disabili: raddoppia la detrazione, da 400 a 800 euro, per i figli con disabilità.

Uso contante per i turisti: da 10 mila a 15 mila il tetto massimo per l’uso del contante da parte dei turisti, anche cittadini dell’Unione Europea. Chi trasmette denaro con Money Transfer verso Paesi al di fuori dell’Ue, sarà assoggettato a una tassa dell’1,5%.

Sigaretta elettronica: decisa detassazione.

Accise e benzina: per tutto il 2019 ci sarà solo in Liguria un aumento di 5 centesimi al litro.

Flat Tax: forfait al 15% per gli autonomi con reddito fino a 65 mila euro. Sugli importi successivi, fino a un massimo di 100 mila euro, un ulteriore 5%.

Immigrati: ridotta la spese per accoglierli. Per il 2019 è previsto un risparmio di 400 milioni, per un totale di 1,6 miliardi dal 2019 al 2021.

Editoria: azzeramento graduale dei fondi pubblici per le testate giornalistiche.

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